L’ALLENATORE NEL SUBENTRO

L’ALLENATORE NEL SUBENTRO

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L’articolo  vuole evidenziare e condividere una prima seduta d’allenamento di un subentrato! Un allenamento completo di una prima squadra lombarda che milita in serie D. I nostri ringraziamenti vanno al Mister Giovanni Curatis per la sua disponibilità, che dal 7 gennaio 2020 è il nuovo Coach del Legnano calcio. 

Da allenatore il nuovo tecnico lilla ha guidato la Caronnese, la Pro Patria, l’Alessandria, l’Alma Juventus Fano ed il Milano City. Ha inoltre ricoperto il ruolo di vice, oltre che nel Legnano, anche nella Pro Patria, nel Watford in Inghilterra, nel Catania e nell’APO Levadiakos in Grecia.

COME SI ARRIVA ALLA CHIAMATA DI UNA SOCIETA’

Spesso chi ti contatta è il direttore sportivo della società, perché ti conosce o per aver visionato qualche partita della tua squadra negli anni precedenti, o per aver ricevuto una segnalazione da parte di qualche suo amico del settore. A volte è un procuratore che ti chiama e ti segnala al direttore. A volte è il presidente stesso che ha avuto referenze e ti contatta, o se stato un ex giocatore della stessa società nei anni indietro.

COSA VUOL DIRE “SUBENTRO”?

Subentrare vuol dire sostituire un altro allenatore nella guida della squadra, rilevandone tutti gli incarichi, le responsabilità e le competenze della gestione. Tale atto viene formalizzato dalla società che opera un esonero o accetta eventuali dimissioni dell’allenatore in carica, proponendo successivamente un nuovo contratto all’allenatore subentrante. Questo è l’atto formale dell’evento: è il momento in cui ad un allenatore viene conferito il diritto di guidare una squadra di calcio che, durante la stagione calcistica, ha deciso di sostituire la guida tecnica.

QUANTE VOLTE IL SUBENTRO SI DIMOSTRA EFFICACE?

 Difficile ricavare dei dati oggettivi che ci portino ad una risposta esaustiva, soprattutto perché, fare dei paragoni tra un allenatore esonerato ed uno subentrante, vuol spesso dire non tener conto delle variabili mutate. Quante volte, con l’arrivo del nuovo allenatore, vengono tesserati nuovi calciatori e ne vengono ceduti taluni altri, oppure ne vengono reintegrati alcuni che si trovavano fuori rosa… Queste sono solo alcune delle variabili possibili che ci fanno capire come solo un’attenta analisi di ogni situazione ci possa dare delle risposte. Il subentro, di per sé, vuol dire accettare una situazione che presenta delle difficoltà, ma rappresenta sempre una sfida con l’opportunità di rimettersi in gioco a campionato iniziato.

L’ALLENATORE NEL SUBENTRO: CONOSCENZA, OSSERVAZIONE E VALUTAZIONE DELL’AMBIENTE (SOCIETÀ, SQUADRA, MEDIA, TIFOSERIA)

È bene dire subito che il subentro è, di per sé, sempre una situazione difficile per tempistiche e per possibilità di scelta dell’organico – a volte anche dello staff – per riuscire a dare corpo a quelle gerarchie che sempre si formano all’interno di un gruppo e che si sono già formate al momento del nostro arrivo; gerarchie che, con il nostro insediamento sulla panchina, sicuramente subiranno delle alterazioni. Il subentro è un momento difficile anche per tutti quei rapporti che l’allenatore deve intessere tra società (dirigenti), tifoseria e media – che esigono tempo e tatto – e nel sapersi porre per poter conquistare la fiducia dei nostri interlocutori.

PRIMO ALLENAMENTO  

10′ attivazione a secco con il preparatore

10′ lavoro tecnico con il rombo – con varie combinazioni curando i tempi di smarcamento.

Esercizio da sinistra:

l’atleta (A) trasmette palla rasoterra verso (B)  e effettua una sovrapposizione

(B) effettua un controllo orientato verso l’interno e seve palla sulla corsa di (C)

(C) di prima intenzione trasmette palla sulla sovrapposizione di (A)

(D) simultaneamente allo spostamento di (C) effettua un contro movimento e si sposta nello spazio liberato da (C) 

Esercizio da destra:

(A) inizia l’esercizio, calcia verso (B) e si gira all’indietro in souplesse

(B) e (C) effettuano una triangolazione sul corto, dove poi (B) verticalizza sulla corsa di (A)

(A) trasmette palla verso (D)

(D) e (E) effettuano una triangolazione e servono il giocatore (F)

(F) chiude la triangolazione chiesto da (E)

(E)  infine controlla in guida e serve  (M)

6′ a secco con il preparatore, lavoro metabolico – 50 metri 

Chi ha giocato non effettua cambi di direzioni, che non ha giocato effettua cambi di direzioni

2 blocchi di lavoro metabolico con palla da 6′

Schieriamo una squadra con il sistema di gioco che incontriamo la domenica, in modo tale che iniziano a curare anche le uscite sulla prima linea di aggressione avversarie – che le uscite difensive.

Sviluppo: campo con misura  50×65 si gioca un 10>10 con due zone neutre dove giocano i due portieri che vengono utilizzati anche per la costruzione.

Obiettivo: dopo 5 passaggi si può cercare/servire il portiere che deve ricevere palla nella propria zona di competenza con un controllo di piede. Chi non è in possesso palla deve aggredire!

I passaggi possono essere solo rasoterra, invece il passaggio al proprio portiere può essere anche su lancio. Si da 1 punto alla squadra che effettua i 5 passaggi + passaggio al portiere.

6′ blocco a secco metabolico con il preparatore

Si riferisce al lavoro atletico precedente.

2 blocchi da 6′ con palla lavoro metabolico

Si utilizza il campo precedente  con misura 50×65, il 10>10 con l’obiettivo dei 5 passaggi + il passaggio al proprio portiere, per ottenere 1 punto: ma con una finalità tattico diverso. Questa volta il portiere invece di bloccare la palla, deve respingere (lavoro secondo palla).

Se la squadra che ha lanciato prende la palla seconda conquista 1 punto.

Partita finale 15′

Partita 10>10 campo 50×65 diviso a metà. Prima di andare in zona offensiva bisogna fare 5 passaggi, il gol è valido se tutti sono su dalla metà campo.

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Credit:

Sitografia – tesi “il Subentro” di Paolo Favaretto

Fonte: www.topallenatori.it

 

 

 

 

 

 

 

 

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