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Niente da fare per Sinner, è stato smascherato: coinvolto Berrettini

Jannik SinnerNiente da fare per Sinner, è stato smascherato: coinvolto Berrettini - topallenatori.it (screen Youtube)

Jannik Sinner ha risposto presente all’esordio di Melbourne contro Hugo Gaston. Tuttavia, anche per colpa di Berrettini, l’azzurro è stato smascherato.

Gli Australian Open di Melbourne si sono aperti nel migliore dei modi per Jannik Sinner, che ha subito rimesso le cose in chiaro. L’esordio contro Hugo Gaston non ha lasciato spazio a interpretazioni: controllo totale del match, intensità costante e quella sensazione di solidità che, ormai, accompagna ogni uscita dell’altoatesino. Più che una semplice vittoria al primo turno, un messaggio diretto a tutto il tabellone e, soprattutto, al grande rivale Carlos Alcaraz.

Jannik Sinner

Niente da fare per Sinner, è stato smascherato: coinvolto Berrettini – topallenatori.it (screen Youtube)

Il contesto, peraltro, rende il cammino di Sinner ancora più significativo. L’Italia del tennis, a Melbourne, ha già perso diversi protagonisti: Flavio Cobolli, Matteo Berrettini, Luca Nardi, Matteo Arnaldi e Mattia Bellucci hanno già salutato il torneo. In attesa del derby azzurro tra Lorenzo Musetti e Lorenzo Sonego, il peso della bandiera tricolore è rimasto praticamente sulle spalle di un solo uomo. Una responsabilità che Sinner sembra ormai gestire con naturalezza. Numero due del mondo, campione in carica a Melbourne, punto di riferimento tecnico e mentale del circuito: il 2026 rappresenta per lui un anno di conferme, più che di promesse.

La sensazione è che il tennis di Sinner non viva più di exploit, ma di continuità, di abitudini consolidate, di una quotidianità costruita al dettaglio. Perché se il talento fa la differenza, la ripetizione dei gesti – dentro e fuori dal campo – è ciò che permette di restare al vertice. E come ogni grande atleta, anche Jannik Sinner ha i suoi rituali. Piccoli, apparentemente marginali, ma fondamentali nel percorso verso la performance. A Melbourne, questi riti sono ormai diventati quasi di dominio pubblico. Tanto che anche l’alimentazione  dell’altoatesino è entrata nel racconto dell’Australian Open.

Trattoria Emilia, un rituale cui Sinner non si sottrae

Non è un caso se, alla vigilia dell’esordio, Sinner abbia scelto ancora una volta Trattoria Emilia, locale diventato negli anni un vero punto di riferimento per la comunità italiana in Australia. Un luogo che profuma di casa, di tradizione e, per Sinner, anche di cabala. La sua presenza nel ristorante modenese non è una novità: era già accaduto nelle stagioni precedenti, coincise poi con i suoi trionfi a Melbourne. Nel suo menù, niente eccessi né stravaganze. Sinner ha scelto i celebri “spaghettini Berrettini”, piatto ormai iconico del locale: una ricetta semplice solo in apparenza, fatta di salsa di pomodoro, pomodorini lavorati in diverse consistenze e una presenza generosa di basilico. Un omaggio alla cucina italiana e, allo stesso tempo, a un collega e amico come Berrettini. A seguire, un pesce San Pietro al forno accompagnato da verdure, in una linea perfettamente coerente con le esigenze di un atleta di altissimo livello.

Jannik Sinner

Trattoria Emilia, un rituale cui Sinner non si sottrae – sportitalia.it (screen Youtube)

La Trattoria Emilia, fondata da Francesco Rota e Matteo Neviani, è da anni frequentata da sportivi e celebrità: da Valentino Rossi a Francesco Bagnaia, passando per Gregorio Paltrinieri fino a ospiti internazionali come Lenny Kravitz. Un crocevia di storie, successo e italianità nel cuore dell’Australia. Per Sinner, però, quel tavolo non è solo convivialità. È un gesto ripetuto, una zona di comfort, un frammento di normalità prima di tornare a fare ciò che gli riesce meglio: vincere. Tutta Italia si augura di ritrovare Sinner su quei tavoli tra due settimane, magari con il terzo trofeo consecutivo tra le mani.

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