Il 3-3 esterno conquistato contro la Roma tiene vive le speranze di qualificazione alla Champions dell’anno prossimo. Ma la situazione continua a non essere delle migliori per i bianconeri
A mente fredda, il gol in pieno recupero di Federico Gatti per il definitivo 3-3 in Roma-Juventus può essere visto come uno slancio in più per raggiungere l’obiettivo stagionale dei bianconeri, il quarto posto e l’approdo in Champions, determinante per i conti e il mercato del futuro prossimo. Analizzando, però, il momento, sono diverse le cose che continuano a non funzionare, nonostante il lavoro di Luciano Spalletti.
“Partita pareggiata con il cuore e i nervi, figlia però di tanti errori individuali – il parere di Vittorio Oreggia, ex direttore di ‘Tuttosport’ e attualmente direttore responsabile di Green Economy Agency – La soddisfazione dei giocatori dopo aver agguantato questo punticino, che altrimenti li avrebbe condannati all’esclusione dalla prossima edizione della Champions League, non deve cancellare e far dimenticare i problemi strutturali, in difesa e in attacco, soprattutto, dove manca un centravanti”.
La classifica, ad oggi, vede i bianconeri al sesto posto, qualificati per la Conference League. È questa la dimensione giusta per questa Juve?
“Sono sempre dalla parte dei numeri e questi parlano chiaro. Sicuramente ci sono squadre irraggiungibili e strutturate meglio. L’Inter sta facendo un campionato a parte, anche il Milan e il Napoli per me sono superiori a questa Juve. La lotta per la Champions è ristretta alla Roma, una squadra vera come abbiamo visto ieri, e la sorpresa Como. In questo momento, l’Europa League è la giusta dimensione della Juve, non penso meriti di giocare nella massima competizione europea per club”, le parole di Oreggia a Topallenatori.it
Juve, da Cambiaso a Spalletti: uno via, l’altro resta
Tra gli uomini scesi in campo dal primo minuto allo stadio ‘Olimpico’, ce n’è uno che continua a far discutere per le sue prestazioni ormai da oltre un anno. Stiamo parlando di Andrea Cambiaso e il giudizio di Oreggia non lascia spazio a dubbi.

Valigia in mano, rifondazione Juve – Topallenatori.it
“Anche quando giocava bene, parliamo di oltre un anno fa, non l’ho mai considerato un grandissimo giocatore. Poi, da quando ci sono state le voci sul City, c’è stata una evidente involuzione. Adesso, ogni volta che tocca la palla, ogni tifoso della Juve trema: o fa delle stupidaggini, che sono costate anche alcuni gol, oppure delle banalità. Se riavvolgiamo il nastro al gennaio del 2025, e vedendo quello che è successo dopo, probabilmente sarebbe stato opportuno portarlo a Manchester a braccia e prendere i soldi“.
Infine, con il noto giornalista abbiamo parlato del futuro di Spalletti e di una nuova, l’ennesima, rivoluzione che ci si attende nella prossima estate: “Ripartire con un nuovo allenatore sarebbe letale per la Juventus. Quella della prossima estate sarà la quarta rifondazione, sarebbe il caso di partire con la certezza di un tecnico che conosce l’ambiente, con grande esperienza e spessore, e che sta facendo quello che può col materiale umano che ha a disposizione. Puoi essere il miglior al mondo, ma se i giocatori sono Di Gregorio, Kelly, Openda, David, Cambiaso… un centravanti che in cinque partite tira una volta in porta non può dipendere dal mister. La squadra è stata pensata e strutturata male, anche ieri ha preso tre gol. Continuo a dire che Kelly è quello dello scorso anno, non quello visto in quattro o cinque partite quest’anno, non è un grande campione, come qualcuno ha detto preso dall’euforia. E manca un centrocampo di alto livello in grado di proteggere la difesa. Bisognerà intervenire pesantemente sul calciomercato, vendendo e comprando e non sbagliando nuovamente gli acquisti”, ha concluso Oreggia ai nostri microfoni.


