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Bomba Comolli, così cambia la Juve: “11 giocatori nuovi”

Damien Comolli Bomba Comolli, così cambia la Juve: "11 giocatori nuovi" - topallenatori.it (foto: profilo X Juventus)

E’ stato spesso criticato per l’utilizzo del suo algoritmo, così Damien Comolli ha usato parole inaspettate all’indomani della gara col Gala.

La notte dell’Allianz Stadium ha restituito alla Juventus una dignità che sembrava smarrita tra le nebbie di un febbraio nerissimo, ma il sapore finale resta quello acre di un’eliminazione difficile da digerire. La vittoria per 3-2 contro il Galatasaray (risultato che non è bastato a ribaltare il 5-2 dell’andata) ha mostrato segnali di vita inaspettati per Luciano Spalletti. Dopo una striscia deprimente di cinque gare in cui i bianconeri avevano racimolato appena un punto tra campionato e coppe, la squadra ha reagito con una prova di forza mentale che ha quasi sfiorato il miracolo sportivo, portandosi sul 3-0 prima che la stanchezza e l’inferiorità numerica presentassero il conto nei supplementari.

Eppure, in questa serata di passioni forti, non sono mancate le note stonate legate ad alcuni uomini chiave del mercato bianconero. Jonathan David è apparso nuovamente come l’ombra di se stesso: dopo aver illuso la piazza tra gennaio e febbraio con qualche fiammata, il canadese è sparito dal gioco, risultando impalpabile proprio nel momento del bisogno. Non va meglio a Lois Openda, il cui inserimento continua a rivelarsi un preoccupante buco nell’acqua: l’attaccante belga non riesce a imporsi fisicamente né tecnicamente, sollevando dubbi sulla bontà dell’investimento estivo. Luci ed ombre, invece, per Edon Zhegrova: l’esterno ha mostrato sprazzi di classe purissima e un’intraprendenza interessante, ma su di lui pesa come un macigno il clamoroso gol fallito che avrebbe potuto regalare il 4-0 e la qualificazione certa. Un errore che ha trasformato una serata potenzialmente leggendaria in un manifesto dei rimpianti.

Juventus, Comolli ci scherza su: “La dirigenza doveva essere licenziata”

In questo clima di tensione e speranza residua, l’amministratore delegato della Juventus, Damien Comolli, è intervenuto direttamente da Londra, in occasione del Financial Times Business of Football Summit. Il dirigente francese non ha nascosto la propria frustrazione per l’arbitraggio del portoghese Joao Pinheiro, definendo “folle” la scelta di affidare una gara così delicata a un fischietto con soli dieci gettoni in Champions League, specialmente dopo il contestatissimo rosso a Kelly. Comolli ha utilizzato il sarcasmo per descrivere l’umore instabile che circonda l’ambiente juventino, sottolineando con amarezza l’irrazionalità che domina il giudizio dei media e dei tifosi. Le sue parole, pronunciate poche ore dopo il fischio finale, sono un’istantanea perfetta di un’altalena emotiva: “Se perdi una partita, se pareggi una partita in casa è una crisi. Anche martedì e sabato abbiamo perso, il Como è venuto all’Allianz Stadium e ci ha fatto correre avanti e indietro distruggendoci”.

Damien Comolli

Juventus, Comolli ci scherza su: “La dirigenza doveva essere licenziata” – topallenatori.it (foto: profilo X Juventus)

L’AD bianconero non si è certo risparmiato in quanto a sarcasmo:” Quindi, sabato sera la dirigenza doveva essere licenziata, avremmo dovuto comprare 11 giocatori nuovi durante la prossima finestra di mercato. E poi ieri sera, dopo la partita, avevamo invece una grande squadra, molto competitiva e c’è speranza. Quindi devi continuamente controbilanciare questo”. Un’analisi lucida che serve a rivendicare la necessità di una continuità progettuale, ribadita anche dal sostegno di John Elkann, presente nello spogliatoio per ringraziare la squadra nonostante l’uscita dall’Europa. Comolli, pur già inibito in Italia per i noti fatti di Inter-Juventus, ha scelto la via della razionalità dei dati per non farsi trascinare dai sentimenti di una piazza che passa con troppa facilità dall’altare alla polvere.

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