Calcio

70 milioni di euro buttati al vento, disastro Comolli: sono già in vendita

Damien Comolli 70 milioni di euro buttati al vento, disastro Comolli: sono già in vendita - topallenatori.it (foto: profilo X Juventus)

Mai come in questi giorni la dirigenza Comolli è finita nell’occhio del ciclone. Non solo per l’inibizione, ma soprattutto per la gestione biancnera.

Quella che doveva essere la settimana della definitiva consacrazione, il trampolino verso un 2027 da protagonisti assoluti, si è trasformata nel punto più basso della storia recente della Juventus. Alla Continassa, il clima di euforia che aveva accompagnato il rinnovo contrattuale di Kenan Yildiz – blindato come simbolo del nuovo corso – è stato brutalmente spazzato via da un tracollo sportivo e ambientale senza precedenti. La “tsciagure” si è abbattuta su Luciano Spalletti con una violenza inaudita: quattro partite tra campionato e coppe che hanno restituito l’immagine di una squadra svuotata, tatticamente fragile e mentalmente incapace di reagire agli schiaffi del destino.

Il pesante 5-2 incassato a Istanbul contro il Galatasaray non è solo un risultato tennistico umiliante, ma rappresenta l’atto d’accusa più feroce nei confronti di un progetto che, in pochi giorni, ha visto svanire la rincorsa scudetto e finire con un piede e mezzo fuori dalla Champions League. L’ambiente bianconero è ora una polveriera. Se le polemiche arbitrali post Inter avevano inizialmente ricompattato la piazza, il disastro turco ha spostato il mirino sulla gestione tecnica e societaria. Damien Comolli si trovan ora a dover rispondere di una programmazione estiva che, alla prova dei fatti, appare come un enorme e costosissimo buco nell’acqua.

Il sospetto che il mercato da oltre 150 milioni di euro sia stato guidato più dalla ricerca del nome a effetto che da una reale necessità tattica si è trasformato in una certezza granitica. I vertici bianconeri sono già impegnati in riflessioni profonde: la rivoluzione promessa da Spalletti sembra essersi inceppata proprio sui suoi pilastri, costringendo il club a una revisione anticipata dei piani per la prossima stagione, con la consapevolezza che molti degli investimenti considerati “intoccabili” fino a dicembre siano oggi il principale peso morto di un bilancio che non ammette ulteriori passi falsi.

Il mercato estivo è stato un fallimento: David e Openda sul binario d’uscita

Il fallimento più fragoroso di questa Juventus risiede però nel cuore del reparto offensivo, laddove la dirigenza aveva scommesso pesantemente per curare quell’atavico “mal di Vlahovic” che sembrava paralizzare la manovra. Lois Openda e Jonathan David, arrivati in estate con il carico di aspettative che solo un investimento da 70 milioni di euro può generare, sono passati in pochi mesi dallo status di salvatori della patria a quello di pedine sacrificabili. Il verdetto del campo, implacabile, racconta di una coppia che avrebbe dovuto garantire profondità e cinismo e che invece non è stata capace di raggiungere la doppia cifra di gol nemmeno sommando i rispettivi bottini stagionali.

Jonathan David

Il mercato estivo è stato un fallimento: David e Openda sul binario d’uscita – topallenatori.it (foto: profilo IG David)

Ad oggi, il contributo combinato dei due attaccanti si ferma a una desolante quota otto, un rendimento che grida vendetta rispetto all’esborso economico e alle ambizioni di un club che punta ai vertici europei. La pazienza di Comolli e Ottolini sembra essere definitivamente esaurita. Secondo le indiscrezioni che filtrano da Torino, entrambi i calciatori sono stati inseriti nella lista dei possibili partenti in vista della finestra estiva del 2026. Se per Jonathan David, arrivato a parametro zero ma gravato da pesanti commissioni, la cessione rappresenterebbe quasi certamente una plusvalenza vitale per ossigenare le casse sociali, il discorso legato a Openda appare molto più complesso.

Il belga, mai realmente integratosi nei dettami tattici di Spalletti e apparso spesso un corpo estraneo rispetto al resto dei compagni, rappresenta un rebus finanziario di difficile soluzione. La dirigenza starebbe valutando di inserirlo come contropartita tecnica in trattative internazionali per abbassare il cash necessario a raggiungere i nuovi obiettivi, sperando che il suo mercato in Premier League non sia stato del tutto compromesso da questa annata fallimentare.

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