Jannik Sinner sta vivendo un momento molto complicato: con questo andazzo rischia di regalare l’intera stagione ad Alcaraz.
Jannik Sinner voleva far partire da Doha il suo assalto al primo posto nel ranking ATP. Lo scorso anno il campione italiano dovette rimanere fuori nei mesi di febbraio, aprile e maggio a causa della squalifica inflitta in seguito alla vicenda Clostebol: l’occasione di accumulare tanti punti è tanta, a cominciare proprio dal torneo ATP 500 in Qatar.
Le cose, purtroppo, non sono andate come auspicato da Jannik e il suo staff. Il 24enne di San Candido è stato battuto ai quarti di finale dal ceco Jakub Mensik: una sconfitta che certifica il momento non esaltante di Sinner, che già agli Australian Open – dove arrivava da vincitore delle precedenti due edizioni – si è arreso in semifinale contro Novak Djokovic.
Nelle interviste post-gara l’altoatesino si è mostrato comunque molto sereno. Sinner ha fatto presente che è normale avere un periodo un po’ così e che insieme ai suoi coach ha deciso di apportare dei cambiamenti al suo gioco che a lungo andare porteranno frutti. “Non sarà a Miami, forse, non sarà a Indian Wells, ma il lavoro ripagherà“, le parole del numero 2 al mondo.
Tracollo Sinner, il dato non lascia dubbi: ora sono guai seri
Tuttavia in queste prime settimane della nuova stagione sono emersi dei dati che suscitano inevitabilmente un po’ di preoccupazione. Si è parlato molto, ad esempio, della difficoltà di Jannik di portare a casa match molto lunghi (oltre le 4 ore): contro Nole a Melbourne l’italiano ha subito la nona sconfitta in carriera nelle sfide durate più di 3 ore e 50 minuti.

Tracollo Sinner, il dato non lascia dubbi: ora sono guai seri – Topallenatori.it (Screen YouTube Sky Sport)
Ora, però, c’è un altro aspetto che deve far riflettere. Nel 2026 Jannik Sinner ha trasformato in game vinti solo 31 palle break su 91, con una percentuale del 34%. Una problematica emersa chiaramente nella semifinale degli AO 2026, dove Sinner ha sprecato tante possibilità di strappare il servizio a Djokovic (solo 2 palle break su 18 realizzate, appena l’11%).
Contro Mensik la difficoltà è tornata evidente: solo 2 palle break su 7 ‘convertite’ per una percentuale del 28,6%. Numeri davvero troppo bassi per il numero 2 del ranking ATP: basti pensare che lo scorso anno la media era del 44,6% e anche nel 2023 raggiungeva il 42,3%. Di sicuro Sinner starà lavorando con il suo staff per trovare delle soluzioni: i tifosi si augurano di poterlo vedere di nuovo competitivo per la vittoria già a Indian Wells, il primo Masters 1000 della stagione.





