Non c’è davvero pace per Jannik Sinner: è scoppiato un nuovo caso Clostebol, le dichiarazioni della WADA gelano i tifosi.
Jannik Sinner sta cercando di recuperare tutte le energie fisiche e mentali dopo la delusione patita agli Australian Open. Il numero 2 al mondo puntava al tris a Melbourne dopo i successi del 2024 e del 2025, ma la sua cavalcata si è interrotta in semifinale. Il ko contro Novak Djokovic gli ha impedito di giocare la sesta finale consecutiva in un torneo del Grande Slam e lo ha anche ulteriormente allontanato da Carlos Alcaraz (trionfatore in finale contro Nole) in classifica ATP: ora il divario tra i due è di 3.350 punti, anche se la mancata partecipazione dello spagnolo al torneo di Rotterdam (dove vinse lo scorso anno) ridurrà la distanza a 2.850 punti.
La buona notizia per Sinner è che ora potrà sfruttare il periodo che va da febbraio a maggio per recuperare punti nel ranking. Proprio un anno fa, infatti, Jannik si trovava costretto a subire la squalifica di tre mesi per la nota vicenda Clostebol.
Il fenomeno altoatesino e il suo entourage dimostrarono chiaramente che si era trattato di una contaminazione accidentale, dovuta a una disattenzione del suo ex fisioterapista Giacomo Naldi: lo specialista, infatti, massaggiò Sinner a mani nude dopo aver curato una ferita alla mano con un prodotto contenente la sostanza proibita.
Sinner, ancora Clostebol: la WADA ha parlato chiaro
Nonostante ciò, la WADA (Agenzia Mondiale Antidoping) incolpò comunque l’atleta e il suo staff per negligenza, pur chiarendo che non si trattava di un caso di doping: per questo le parti arrivarono a un patteggiamento. Tuttavia, nonostante sia passato un anno e Sinner si sia ormai messo alle spalle quella brutta vicenda, proprio in queste ore si torna di nuovo a parlare di Clostebol.

Sinner, ancora Clostebol: la WADA ha parlato chiaro – Topallenatori.it (Instagram Jannik Sinner)
Con il via delle Olimpiadi di Milano-Cortina è tornata protagonista anche la sostanza a cui è stato trovato positivo il campione italiano nel marzo 2024 e che ha poi portato alla sospensione di tre mesi nel 2025.
Olivier Niggli, direttore generale della WADA, ha detto nel corso della conferenza ai Giochi invernali che in Italia, dal 2019 in poi, si sono registrati ben 30 casi di doping che coinvolgono l’uso di creme al Clostebol. “Noi abbiamo una prospettiva mondiale, ci sono stati dei casi in Italia dove questa sostanza viene però indicata nella scatola del prodotto – le parole di Niggli – Ma non ci sono preoccupazioni da parte nostra, gli atleti devono fare attenzione“.








