Calcio

Pazienza finita, l’esonero è l’unica strada: alla Juve non ci credono

Luciano SpallettiPazienza finita, l'esonero è l'unica strada: alla Juve non ci credono - topallenatori.it (foto: profilo X Juventus)

Sono molte le panchine in bilico in Serie A. Dopo i ribaltoni del girone d’andata, in casa Juve, arriva una notizia che fa discutere.

Superato il giro di boa della stagione, il calcio europeo inizia a presentare i primi conti salati, trasformando le aree tecniche in autentiche polveriere. È il momento in cui le somme non permettono più arrotondamenti e i progetti tecnici, nati sotto i migliori auspici, si scontrano con la fredda realtà della classifica. In Serie A abbiamo già assistito a una vera e propria ecatombe di panchine durante il girone d’andata: figure come Ivan Juric, Stefano Pioli e Patrick Vieira hanno pagato a caro prezzo l’instabilità dei risultati e una pressione ambientale divenuta insostenibile.

Ne sa qualcosa la Juventus che, nonostante l’avvento di Luciano Spalletti per raddrizzare la rotta, fatica ancora a scacciare definitivamente gli spettri di un passato recente fatto di incertezze e blackout emotivi. La Vecchia Signora si ritrova a guardare le rivali dal basso, mentre cerca di riacciuffare un quarto posto lasciato per strada dopo 6 gare senza vittorie (a parte quella inutile sul Galatasaray). Ed è proprio una persona che con la Juve ha un rapporto particolare a far parlare di sé.

Ultimatum Tudor, se non vince se ne va: ultima spiaggia col Palace

Dall’altra parte della Manica, l’avventura di Igor Tudor alla guida del Tottenham Hotspur ha assunto i contorni di un dramma sportivo in tempi record. Chiamato lo scorso 14 febbraio per agire da “pompiere” dopo l’addio di Thomas Frank, l’ex tecnico e pilastro della difesa juventina si ritrova oggi a camminare sul filo del rasoio. Il suo bilancio in Premier League è, finora, deficitario: due sconfitte in altrettante uscite, tra cui il pesante crollo nel derby contro l’Arsenal e il recente passaggio a vuoto contro il Fulham. La crisi degli Spurs è sistemica, con una striscia di dieci partite senza vittorie che ha trascinato il club al sedicesimo posto, a soli quattro punti dalla zona retrocessione. Tudor non ha usato giri di parole, criticando apertamente la mentalità e la “mancanza di cervello” dei suoi giocatori, ma le sue grida sembrano non aver ancora scosso lo spogliatoio.

Ultimatum Tudor, se non vince se ne va: ultima spiaggia col Palace – topallenatori.it (foto: profilo IG Juventus)

Secondo fonti vicine alla dirigenza londinese, la pazienza del board è già agli sgoccioli. La sfida di giovedì sera contro il Crystal Palace non sarà una semplice partita di campionato, ma un vero e proprio bivio per la carriera del tecnico croato. Le indiscrezioni parlano chiaro: in caso di mancato successo, il Tottenham sarebbe pronto a sollevare Tudor dall’incarico dopo appena tre settimane, nel disperato tentativo di evitare una storica retrocessione in Championship. Sebbene una vittoria potrebbe restituire ossigeno e tempo al suo progetto basato sull’intensità, l’ombra di un nuovo cambio in corsa si fa sempre più ingombrante.

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