Calcio

Paura Donnarumma, minuti di terrore: la rivelazione dalla Francia

Gianluigi DonnarummaPaura Donnarumma, minuti di terrore: la rivelazione dalla Francia - Topallenatori.it (screen Youtube)

Stavolta non è il calcio a preoccupare Donnarumma, nessun contratto, nessuna offerta. La paura è stata tanta e dalla Francia arriva una notizia clamorosa.

Per Gianluigi Donnarumma, la dimensione sportiva è sempre stata un porto sicuro. Al di là delle discussioni sul suo turbolento addio al Milan, delle scelte di carriera che hanno acceso infinite polemiche e dell’eredità pesante lasciata dietro di sé, il portiere campano ha sempre mantenuto una costante: l’immensa qualità tra i pali. È uno di quei talenti che il calcio italiano non produce spesso, cresciuto con una precocità fuori scala, presto trasformata in responsabilità e, a volte, in bersaglio. Dopo il ciclo parigino, vissuto tra grandi serate europee e un contesto mai del tutto adatto al suo carattere introverso, Donnarumma ha trovato nuova linfa a Manchester, dove l’ambiente appare meno isterico e più compatibile con la sua necessità di continuità. In Premier League ha ritrovato ritmo, leadership tecnica e soprattutto serenità: la scelta di misurarsi con uno dei campionati più competitivi al mondo lo ha rimesso al centro della scena e, paradossalmente, gli ha permesso di alleggerirsi del macigno emotivo che l’esperienza parigina gli aveva lasciato addosso.

Eppure, in un’esistenza che scorre ora su binari meno frenetici, c’è un capitolo che non può essere archiviato. Una ferita ancora aperta, affiorata di nuovo proprio in questi giorni con un’intensità che nessuno si aspettava. Nella notte tra il 20 e il 21 luglio del 2023, Donnarumma e la sua compagna vissero un incubo in pieno centro a Parigi: un’aggressione brutale nella loro abitazione dell’Avenue Montaigne, un’irruzione violenta che lasciò segni fisici e, soprattutto, psicologici. L’episodio era stato raccontato, dissezionato, commentato. Poi il silenzio, con le indagini che per mesi avevano proceduto a strattoni. Ora, però, quelle stesse indagini hanno compiuto una svolta decisiva.

Rapina Donnarumma, svolta nelle indagini: i mandanti erano già in cella

La giornata di martedì ha segnato un nuovo capitolo di questa vicenda: la polizia francese ha arrestato tre presunti mandanti della rapina, figure ritenute centrali nell’organizzazione dell’assalto alla casa del portiere. La parte più inquietante è che i tre si trovavano già in carcere, da dove – secondo quanto ricostruito – avrebbero continuato a orchestrare vere e proprie operazioni criminali. La rapina del 2023, lo ricordiamo, fu una delle più violente tra quelle registrate negli ultimi anni ai danni di un calciatore professionista. Donnarumma e la compagna vennero immobilizzati, minacciati con armi da fuoco e costretti a subire un’aggressione che si concluse con la fuga dei ladri e mezzo milione di euro tra orologi, gioielli e pelletteria sottratti. A un primo gruppo di esecutori materiali – tre giovani tra i 18 e i 21 anni – erano già stati stretti i ferri nell’aprile 2024. Ma mancavano i livelli superiori. E proprio su quei livelli si è ora concentrata l’indagine della BRB, la Brigade de répression du banditisme: intercettazioni, incroci di posizioni telefoniche, verifiche sugli ingressi nelle celle hanno permesso di risalire alla regia dell’intera operazione.

Rapina Donnarumma, svolta nelle indagini: i mandanti erano già in cella – Topallenatori.it (screen Youtube)

Tra i nomi emersi spicca quello di un ventenne soprannominato Ganito, già condannato per un’altra invasione domestica ai danni dello chef stellato Simone Zanoni. Accanto a lui Kiki, ventunenne dalla fedina penale impressionante nonostante l’età, sospettato di aver pianificato numerosi furti eccellenti. Entrambi, secondo gli inquirenti, avrebbero gestito la logistica dei colpi direttamente dal carcere, sfruttando fiancheggiatori all’esterno. Dopo 48 ore di interrogatori, i tre presunti mandanti sono stati formalmente incriminati e resteranno in detenzione: nessuna possibilità di libertà su cauzione. Un epilogo che rappresenta una liberazione morale anche per Donnarumma, rimasto per troppo tempo sospeso tra il desiderio di lasciarsi tutto alle spalle e l’angoscia di un caso irrisolto. Oggi, mentre costruisce la sua rinascita sportiva in Inghilterra, l’ex portiere del Milan può guardare a quella notte con un peso in meno. La giustizia, seppur lenta, sembra aver trovato finalmente la sua strada.

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