Calcio

La colpa è di Conte, se lo è fatto scappare: De Laurentiis furioso

Antonio ConteLa colpa è di Conte, se lo è fatto scappare: De Laurentiis furioso - topallenatori.it (foto: profilo X Napoli)

Il Napoli sta attraversando il momento più buio del biennio Conte e il tecnico non è più immune da critiche. Si è lasciato scappare l’ennesimo colpo.

Il Napoli di Antonio Conte sta vivendo un febbraio 2026 sospeso tra la resilienza e la rassegnazione. Sebbene la classifica veda gli azzurri occupare un terzo posto con 50 punti dopo venticinque giornate, l’entusiasmo travolgente che aveva caratterizzato l’inizio del ciclo sembra aver lasciato il posto a una stanchezza strutturale. L’ultimo pareggio interno per 2-2 contro la Roma di Gasperini – agguantato solo grazie a un guizzo finale del nuovo acquisto invernale Alisson Santos – ha certificato il distacco siderale dall’Inter capolista, ora lontana ben undici lunghezze. Per la prima volta nella sua carriera italiana, Conte si ritrova a gestire una squadra che non lotta per il titolo a ridosso della primavera, ma che deve guardarsi le spalle per difendere il piazzamento Champions, vitale per le casse del club.

I dati non mentono: questo è il bottino meno proficuo di un girone di ritorno per il tecnico salentino, apparso visibilmente provato nelle ultime conferenze stampa, dove ha lamentato un numero anomalo di rigori subiti (ben tredici) e un’emergenza infortuni che ha decimato la difesa. Nonostante l’innesto di forze fresche a gennaio, il Napoli appare oggi la versione meno “feroce” delle formazioni contiane, mancando di quel dominio fisico e mentale che solitamente annichilisce gli avversari. In un clima di spending review e necessità di sostenibilità, la missione di Conte sembra essersi spostata dalla conquista del tricolore alla protezione del fortino, un ridimensionamento delle ambizioni che sta generando i primi mugugni in una piazza che sognava un 2026 trionfale.

Il paradosso Noa Lang: il rimpianto di Istanbul e l’atto d’accusa di Brocchi

In questo scenario di incertezza, il nome di Noa Lang è tornato a riecheggiare come un fantasma molesto tra i vicoli di Napoli. Ceduto frettolosamente al Galatasaray durante la finestra di mercato di gennaio per volere di Conte – che lo riteneva troppo “indisciplinato” e poco propenso al sacrificio richiesto dal suo 3-5-2 – l’esterno olandese ha servito la sua personalissima vendetta sportiva sul palcoscenico più prestigioso. La sua doppietta d’autore nel clamoroso 5-2 con cui i turchi hanno annichilito la Juventus in Champions League ha scosso l’ambiente partenopeo, sollevando dubbi sulla lungimiranza di una cessione che oggi appare come un errore madornale. Lang non ha solo punito la rivale storica del Napoli, ma ha mandato un messaggio chiaro al suo ex allenatore.

Noa Lang

Il paradosso Noa Lang: il rimpianto di Istanbul e l’atto d’accusa di Brocchi – topallenatori.it (foto: profilo X Galatasaray)

Proprio su questo nervo scoperto si è inserito l’intervento di Cristian Brocchi, che ha analizzato con lucidità l’ennesimo “falso positivo” del calcio italiano. “In Italia nessuno gli ha dato fiducia, da noi non c’è mai tempo per aspettare il talento” ha dichiarato l’ex centrocampista, evidenziando come la fretta di Conte nel disfarsi di un profilo così estroso sia lo specchio di un sistema che preferisce l’usato sicuro alla “follia” controllata della classe pura. Il caso Lang rappresenta il fallimento della pazienza: mentre il Napoli fatica a trovare soluzioni offensive oltre i soliti noti, osserva da lontano un proprio ex calciatore dominare l’Europa, vittima di un calcio che divora i suoi geni prima ancora di averne compreso il potenziale.

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