Che un talento come De Bruyne possa essere scaricato risulta impensabile. Eppure Aurelio De Laurentiis pare aver deciso: il belga ha già le valigie pronte.
L’attesa per il ritorno di Kevin De Bruyne a Napoli ha assunto ormai i contorni di una vigilia mistica, sospesa tra la speranza di ritrovare il genio e il timore di riabbracciare un campione irrimediabilmente logoro. Quando il belga sbarcò all’ombra del Vesuvio nell’estate del 2025, l’entusiasmo della piazza fu accompagnato da un sottile, ma persistente, velo di scetticismo. Gli addetti ai lavori si interrogavano sulla tenuta fisica di un calciatore reduce dalle fatiche usuranti della Premier League e sulla sostenibilità di un investimento così oneroso per un profilo che stava già imboccando la parabola discendente della carriera.
Nonostante le critiche, l’impatto di KDB è stato inizialmente determinante: quattro reti e una capacità unica di dettare i tempi di gioco avevano illuso Napoli che il tempo si fosse fermato. Tuttavia, il dramma sportivo si è consumato lo scorso 25 ottobre, quando il muscolo ha ceduto bruscamente, trascinando il belga in un tunnel di interventi chirurgici e riabilitazioni solitarie ad Anversa. L’infortunio di De Bruyne non è stato solo un colpo al cuore tecnico della squadra di Conte, ma l’episodio cardine di una stagione maledetta, segnata da una sequela interminabile di degenti che ancora oggi affollano l’infermeria azzurra.
In un Napoli che ha dovuto rinunciare a più riprese ai suoi uomini migliori, l’assenza del “Professore” ha pesato come un macigno sulla fluidità della manovra, contribuendo a quel distacco di undici punti dall’Inter che profuma di resa. Ma De Bruyne resta un uomo copertina, un’icona globale che, proprio per il suo status, non può essere immune da logiche di mercato e bilancio. Mentre il giocatore punta al rientro a metà marzo, le nubi sul suo futuro a Castel Volturno si fanno sempre più dense: la sensazione è che l’idillio con Napoli possa concludersi molto prima della scadenza naturale del rapporto.
Le sirene d’Arabia e il bivio di De Laurentiis: addio a giugno per De Bruyne
Il futuro di Kevin De Bruyne appare oggi legato a un doppio filo: la necessità di preservarsi per l’ultimo grande valzer internazionale e le spietate esigenze di bilancio del Napoli. Con il Mondiale 2026 negli Stati Uniti ormai all’orizzonte, il belga è consapevole che la sua priorità assoluta sarà gestire le energie per arrivare alla rassegna iridata nelle migliori condizioni possibili. Un’esigenza che mal si concilia con i ritmi ossessivi e le pretese fisiche di Antonio Conte, specialmente se il club dovesse decidere di ringiovanire la rosa e abbassare un monte ingaggi schizzato alle stelle. De Bruyne, con il suo contratto valido fino al 2027 (e un’opzione per un terzo anno), rappresenta oggi la voce più pesante del bilancio partenopeo, un lusso che Aurelio De Laurentiis potrebbe non voler più sostenere a fronte di una tenuta fisica così precaria.

Le sirene d’Arabia e il bivio di De Laurentiis: addio a giugno per De Bruyne – topallenatori.it (foto: profilo IG De Bruyne)
In questo scenario, la strada verso l’Arabia Saudita sembra già tracciata. Non è un segreto che i club della Saudi Pro League siano pronti a ricoprire d’oro il centrocampista, mettendo sul piatto un’offerta che si aggira intorno ai 40 milioni di euro per il Napoli. Si tratta di una cifra che, per un giocatore di quasi 35 anni reduce da un grave infortunio, De Laurentiis difficilmente respingerebbe al mittente. La società ha già iniziato a dare un’impronta diversa al mercato, puntando su profili più giovani come Alisson e Giovane, segno che il ciclo dei “top player maturi” potrebbe essere giunto al capolinea. Se Lukaku o De Bruyne dovranno lasciare Napoli per far quadrare i conti e abbassare l’età media, il destino di uno dei due belgi appare segnato: giugno potrebbe essere il mese dei saluti.





