Il pareggio contro la Lazio dei bianconeri, e la conseguente vittoria della Roma contro il Cagliari di ieri sera, hanno nuovamente infiammato la corsa al quarto posto
La qualificazione alla prossima edizione della Champions League è l’obiettivo più importante per tutte le squadre italiane. Gli introiti economici derivanti dalla massima competizione europea per club, sono di vitale importante per le società, sia per rimpinguare le casse e per avere i soldi necessari per operare sul calciomercato e rinforzare le rispettive squadre. Attualmente, tralasciando l’Inter capolista di Cristian Chivu, tra il Milan secondo, con una partita da recuperare, e la Roma, quarta a pari punti con la Juventus, ci sono solo quattro lunghezze. Dunque, una lotta serratissima che passa dal campo di gioco dove, però, le polemiche non mancano a causa di alcune decisioni arbitrali. Le ultime riguardano Juventus-Lazio di domenica sera quando, nel corso del primo tempo, nella stessa azione ci sono stati due episodi contestati.
Il primo è il possibile fallo da rigore di Mario Gila su Juan Cabal, il secondo è il gol annullato a Teun Koopmeiners per un fuorigioco ritenuto attivo di Thuram. Di questo, e non solo, abbiamo parlato col giornalista, di dichiarata fede juventina, Antonello Angelini: “Nella corsa al quarto posto, ritengo la Juve più forte della Roma e del Milan. Per me è al livello del Napoli. Il gioco espresso è certamente superiore a queste tre, ma è altrettanto vero che è una incompiuta dal punto di vista realizzativo. Però, non posso prescindere dal pensare che senza gli orrori arbitrali contro il Verona, due volte con la Lazio, Bologna e anche Atalanta in Coppa Italia, la situazione sarebbe completamente diversa da quella attuale – le sue parole a Topallenatori.it – Quando vedi il tiro che, dopo essere passato sotto le gambe di Lautaro Martinez dell’Inter, viene convalidato, così come ad Athekame in Milan-Pisa, mentre in una azione simile con Khephren Thuram di mezzo non viene assegnato, capisci che c’è qualcosa che non funziona. Ma non accetto più il discorso degli arbitri che sono scarsi. In generale, senza parlare di nessuno nello specifico, esiste un fortissimo sentiment anti juventino in tutto il mondo del calcio italiano, e non lo dico per sentito dire, lo so per certo”.
“Juve complice passiva. C’è un problema Di Gregorio”
Angelini è un fiume in piena: “Un giudice deve anche apparire terzo, non solo esserlo, solo l’idea che possa non esserlo è gravissima. In questo caso, i giudici sono gli arbitri, i designatori, la FIGC e il CONI.

Comolli in conferenza stampa – Topallenatori.it (Youtube Juventus)
Ma le colpe sono anche della dirigenza della Juventus, complice passiva di queste situazioni, perché non si fa sentire. Lo stile Juve non significa porgere l’altra guancia e prendere un altro schiaffo, ma dire le cose con i giusti toni e nelle sedi opportune. Devono dire che la direzione di gara di Guida è stata inaccettabile e non dovrebbe più arbitrare la Juventus. A maggior ragione visto che non se la sente di arbitrare il Napoli, non dovrebbe dirigere neanche tutte le avversarie dei campani. Questo è lapalissiano”.
Passando al campo, Angelini si è espresso anche sul suo account ‘X’ sulle prestazioni del portiere titolare di Luciano Spalletti, ritenuto responsabile sul gol del momentaneo 0-2 realizzato da Gustav Isaksen all’alba del secondo tempo. “La Juve ha un problema in porta, ma non da adesso. Lo aveva anche con Szczesny, a mio avviso. Ho sempre difeso Di Gregorio, però non si può prendere gol al primo tiro in porta. Spero che lui e Perin facciano le valigie a fine stagione e arrivi un portiere di primo livello con un secondo modesto. Non so chi, però del livello di Maignan, per fare un esempio. Uno che ti salva il risultato”.




