Calcio

Era l’ultima occasione, “Thuram senza stipendio” e poi sarà addio

Thuram Era l'ultima occasione, "Thuram senza stipendio" e poi sarà addio - topallenatori.it (foto: profilo IG Thuram)

L’ennesima prova opaca di Marcus Thuram ha portato a una conclusione inattesa e piuttosto netta. Il francese ha le ore contate.

Il traguardo dello scudetto non è più un miraggio statistico, ma una realtà che si materializza con la forza dei numeri sotto le luci di San Siro. La vittoria contro il Genoa consegna a Cristian Chivu tre punti che profumano di consacrazione definitiva, blindando un primato che la concorrenza può ormai solo osservare da lontano. In questa serata che profuma di storia, la copertina appartiene di diritto a Federico Dimarco, autore di una prestazione sontuosa che lo proietta definitivamente tra i grandi del ruolo.

Con il gol decisivo siglato stasera, l’esterno nerazzurro ha toccato la strabiliante quota di 20 partecipazioni attive alle reti stagionali, un dato che ne certifica l’evoluzione da specialista dei cross a vero e proprio “regista aggiunto” della manovra. Eppure, dietro il sorriso di un gruppo che sente il peso della medaglia sul petto, si allungano le ombre di chi, in questa fase cruciale, sembra aver smarrito la propria identità tecnica. Senza la bussola tattica di Lautaro Martinez, i riflettori si sono spostati inevitabilmente su Marcus Thuram, ma il responso del campo è stato l’esatto opposto di quello atteso.

Il francese appare oggi come un corpo estraneo, un elemento che per molti ha già esaurito il proprio credito ad Appiano Gentile. Le indiscrezioni che lo vedono con un piede fuori dalla porta si fanno sempre più insistenti, alimentate da un rendimento che ha smesso di essere funzionale al collettivo. Per una parte della critica, la situazione è talmente compromessa che persino l’ipotesi di vederlo restare senza emolumenti sarebbe vista come la scelta più coerente per un giocatore apparso svuotato di ogni motivazione.

Non c’è pace per Thuram, social in rivolta: ormai è una zavorra

L’uscita dal campo intorno all’ora di gioco ha sancito la fine di un’agonia sportiva per il numero nove nerazzurro. Chivu, consapevole dell’inconsistenza del suo terminale offensivo, ha dovuto optare per una sostituzione che suona come una bocciatura solenne, certificando una prova decisamente sottotono. Se il prato verde ha emesso un verdetto di insufficienza, il tribunale dei social è stato, se possibile, ancora più feroce, trasformando la serata di festa in un processo mediatico senza appello. La pazienza della tifoseria sembra essere giunta al punto di rottura, con commenti che dipingono un quadro di rassegnazione misto a rabbia. La delusione dei sostenitori si è concentrata sulla totale assenza di pericolosità: al minuto 60, infatti, Thuram non ha fatto nemmeno un tiro in porta contro il Genoa, un dato impietoso che lo ha reso automaticamente “un altro nome sulla lista vendite”.

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Non c’è pace per Thuram, social in rivolta: ormai è una zavorra – topallenatori.it (foto: profilo IG Thuram)

Il sentimento di distacco è profondo e spinge molti a invocare un addio immediato al termine della stagione. Sui forum e sulle piattaforme digitali si legge chiaramente come la fiducia sia ai minimi storici: “Non credo che Marcus Thuram possa ancora far parte del progetto tecnico di questa Inter. È apparso totalmente avulso, non all’altezza; forse ha già dato il meglio e, se arriva l’offerta giusta, può partire benissimo”.  In un clima di austerity dove ogni investimento viene pesato al millesimo, c’è chi non esita a definire il francese “peggio di una cambiale in protesto”, accusandolo di aver offerto “un’altra prestazione per la quale dovrebbe restituire lo stipendio”. Parole che pesano come macigni e che descrivono perfettamente il tramonto di un amore che sembra ormai destinato a finire tra i rimpianti, proprio mentre la squadra si prepara a cucire sul petto il titolo della riscossa.

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