Antonio Conte ha le ore contate sulla panchina del Napoli. Il presidente ADL ha già deciso il prossimo tecnico: è tutto pronto per giugno.
Il mese di febbraio ha restituito al campionato un Napoli dai lineamenti stanchi, una creatura agonistica che sembra aver smarrito la proverbiale “fame” del suo condottiero. Dopo venticinque giornate di Serie A, la classifica recita un terzo posto con 50 punti che, seppur onorevole, suona come una condanna definitiva per le ambizioni tricolori: il distacco dall’Inter capolista è lievitato a undici lunghezze, un abisso che ha trasformato l’entusiasmo di inizio stagione in una lucida e amara analisi della realtà. Il passato recente ha messo a nudo le fragilità di una squadra che non riesce più a dominare il campo come un tempo.
Antonio Conte, mai banale nelle sue analisi, ha spostato l’attenzione su una statistica che definisce “anomala e spaventosa”: i tredici calci di rigore subiti finora. “È un dato che condiziona i risultati e spezza il ritmo dei miei ragazzi”, ha tuonato il tecnico salentino, sottolineando come la sua missione si sia ormai spostata dalla lotta al vertice alla semplice “protezione della zona Champions”. Tuttavia, dietro le lamentele sui direttori di gara e le sottolineature su un’emergenza difensiva che non accenna a placarsi, si intravede il classico spartito contiano che prelude a una rottura. Conte non è mai stato un allenatore da “progetti decennali” se l’ambiente e le circostanze smettono di assecondare la sua visione totalizzante.
La sensazione che aleggia a Castel Volturno è che il tecnico senta di aver già spremuto il massimo dal materiale umano a disposizione, trovando un limite invalicabile nello strapotere dell’Inter e in una gestione societaria che deve fare i conti con la sostenibilità. Se il 2025 doveva essere l’anno della semina, i frutti raccolti finora sembrano non bastare a placare la sete di vittorie immediate di un uomo che difficilmente accetta di restare in una posizione di rincalzo. Un addio a giugno, dunque, non rappresenterebbe uno shock, ma l’ennesima conferma di un carattere che preferisce la libertà del mercato a una panchina che non gli garantisce più la certezza del primato.
Aria di addio per Conte: De Laurentiis pensa a Maresca
In questo clima di incertezza, il nome che sta guadagnando quota nei corridoi di Castel Volturno è quello di Enzo Maresca. Reduce dall’esperienza sulla prestigiosa panchina del Chelsea, dove ha cercato di esportare i principi del suo calcio posizionale ereditato dalla scuola di Pep Guardiola, Maresca rappresenta l’esatto opposto tattico e caratteriale di Conte. Se il salentino punta sulla ferocia e sulla verticalità, il tecnico salernitano è l’architetto del controllo, un allenatore capace di ridisegnare l’identità di una squadra attraverso il possesso palla e una sofisticata gestione degli spazi. Maresca è considerato uno dei profili più interessanti del panorama europeo: la sua capacità di gestire spogliatoi complessi e giovani talenti – dimostrata ampiamente in Premier League nonostante le turbolenze societarie londinesi – lo rende il candidato ideale per un Napoli che voglia ripartire da un’estetica più moderna e meno “militare”.

Aria di addio per Conte: De Laurentiis pensa a Maresca – topallenatori.it (foto: profilo X Chelsea)
Le ultime notizie parlano di un Maresca lusingato dall’interesse di Aurelio De Laurentiis, sebbene il suo desiderio primario resti quello di continuare il proprio percorso in Inghilterra. La Premier League esercita ancora un fascino magnetico su di lui, ma la prospettiva di guidare una piazza calda come quella partenopea, ereditando le basi solide lasciate da Conte, potrebbe far vacillare le sue convinzioni. Rispetto a Conte, Maresca offrirebbe una gestione comunicativa più felpata e una maggiore sintonia con le politiche di bilancio del club, essendo un allenatore abituato a lavorare con il materiale fornito dalla società senza avanzare pretese faraoniche. Per il Napoli, passare dalla “tempesta” di Conte alla “calma tattica” di Maresca significherebbe abbracciare un modello europeo a lungo termine, chiudendo l’era dei sergenti di ferro per aprire quella degli strateghi del gioco.

È il sostituto di Conte: De Laurentiis ha già preso la decisione - topallenatoir.it (foto: profilo X Napoli)

