I discorsi di mercato sui tavoli di Trigoria sono tanti, da Ferguson a Celik, ma l’addio imminente era già stato deciso da Gian Piero Gasperini.
La Roma arriva a questo snodo di stagione con più interrogativi che certezze. L’eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Torino di Marco Baroni – al di là del risultato domenicale – ha lasciato strascichi evidenti, non tanto per il valore dell’avversario quanto per la sensazione di una squadra ancora incompleta, fragile nei momenti chiave e lontana dalla continuità richiesta dagli obiettivi fissati a inizio anno. A Trigoria si respira aria di cambiamento, ma il processo è tutt’altro che concluso. Gli arrivi di Donyell Malen e Robinio Vaz hanno portato energia, velocità e alternative offensive, elementi che Gian Piero Gasperini riteneva indispensabili per iniziare a modellare la squadra secondo i suoi principi.
Tuttavia, lo stesso tecnico non ha nascosto come il mercato sia ancora lontano dall’essere considerato chiuso. Il lavoro che attende Frederic Massara non riguarda soltanto le entrate. Anzi, sarà soprattutto la gestione delle uscite a determinare il perimetro delle prossime mosse. A giugno incombono i paletti UEFA legati al Fair Play Finanziario, e la Roma dovrà inevitabilmente fare delle scelte. Alcune sono tecniche, altre economiche, altre ancora legate a dinamiche contrattuali. Paulo Dybala e Lorenzo Pellegrini, entrambi in scadenza, rappresentano nodi delicatissimi; Evan Ferguson e Artem Dovbyk sono investimenti importanti che non hanno ancora garantito un rendimento continuo; Zeki Celik, anche lui verso la fine del contratto, è una situazione da monitorare. In questo contesto di valutazioni, proiezioni e necessità, ogni addio viene pesato con freddezza. Quasi ogni addio. Perché ce n’è uno che esula completamente da logiche di campo e di bilancio, e che colpisce più in profondità.
Bove lascia la Roma, un addio forzato che lascia il segno
Quel distacco è quello che riguarda Edoardo Bove. La rescissione consensuale annunciata dalla Roma segna la fine di un percorso che va oltre i numeri e le presenze. Cresciuto a Trigoria, lanciato in prima squadra da José Mourinho, Bove aveva incarnato un’idea di appartenenza sempre più rara nel calcio moderno. Il drammatico malore accusato in campo nel dicembre 2024 ha però cambiato tutto. Dopo il collasso improvviso e il successivo ricovero, gli accertamenti medici hanno portato all’impianto di un defibrillatore sottocutaneo, una misura necessaria per tutelarne la salute ma incompatibile con l’idoneità sportiva richiesta dai protocolli italiani. Da qui nasce la scelta dolorosa ma inevitabile. In Inghilterra, a differenza dell’Italia, il regolamento consente agli atleti con dispositivi di questo tipo di continuare a giocare, previa autorizzazione medica.

Bove lascia la Roma, un addio forzato che lascia il segno – topallenatori.it (screen Youtube)
La rescissione consensuale con la Roma non è quindi un addio sportivo, ma un atto di responsabilità e rispetto reciproco. Bove ripartirà dal Watford, in Championship, con l’obiettivo di rimettersi in gioco e tornare a sentirsi, prima di tutto, un calciatore. Dan e Ryan Friedkin augurano a Edoardo il meglio, felici che possa continuare a giocare e a inseguire il suo sogno sul campo di calcio – queste le parole di Dan e Ryan Friedkin, cariche di affetto e riconoscenza e chee raccontano meglio di qualsiasi analisi la portata umana di questa separazione. Non è una cessione, non è una bocciatura, non è una rinuncia tecnica. È una scelta di vita. E forse proprio per questo fa più male di tutte le altre.

E' davvero finita, contratto strappato e addio Roma: Gasperini lo sapeva - topallenatori.it (screen Youtube)






