Ci avviamo verso il termine del campionato e le panchina cominciano a scottare sempre di più. E’ arrivato un altro esonero ufficiale.
A poco più di due mesi dal traguardo finale dei maggiori campionati, il calcio mondiale sta vivendo una vera e propria epurazione tattica. La figura dell’allenatore, un tempo baluardo di progetti pluriennali, somiglia sempre più a un precario di lusso, vittima sacrificale di piazze esigenti e dirigenze nervose. Se il girone d’andata ha visto nomi illustri come Igor Tudor, Stefano Pioli e Ivan Juric accomodarsi fuori dalla porta sotto il peso di aspettative disattese, l’inizio di questo 2026 non è stato da meno.
Solo nelle ultime ore abbiamo assistito allo scossone in casa Sampdoria con l’addio al duo Gregucci-Foti, segno che la crisi d’identità non risparmia né la Serie A né la cadetteria. Tuttavia, l’instabilità non è una prerogativa esclusivamente italiana. Oltreoceano, in quel Brasile dove il calcio è religione e ossessione, si è consumato un divorzio che ha del clamoroso non tanto per i risultati – comunque altalenanti – quanto per una presunta “pigrezza” metodologica che ha mandato su tutte le furie i vertici societari.
Crespo esonerato dal San Paolo: tre giorni di troppo e allenamenti “express”
Il colpo di scena arriva dal Brasile, dove il San Paolo ha ufficializzato l’esonero di Hernan Crespo. L’ex bomber argentino conclude così la sua seconda parentesi sulla panchina del Tricolor Paulista all’indomani della bruciante eliminazione nella semifinale del campionato statale per mano dei rivali del Palmeiras. Insieme a lui, lascia l’intero staff tecnico, dai preparatori atletici a quello dei portieri. I numeri della sua seconda gestione, iniziata nel luglio 2025, parlano di 46 partite con 21 vittorie, 7 pareggi e 18 sconfitte, portando il suo computo totale col club a 99 panchine.

Crespo esonerato dal San Paolo: tre giorni di troppo e allenamenti “express” – topallenatori.it (foto: profilo IG Crespo)
Tuttavia, a scavare il solco incolmabile tra la dirigenza e l’allenatore non è stata la classifica – che vede la squadra al secondo posto in campionato proprio dietro il Palmeiras – ma una gestione del gruppo giudicata troppo permissiva. Secondo le indiscrezioni trapelate dal club, i vertici paulisti non hanno affatto gradito la concessione di tre giorni di riposo totali subito dopo l’eliminazione dal Paulista, interpretata come una mancanza di mordente in un momento critico. A far traboccare il vaso sarebbe stata poi la durata degli allenamenti: l’ultima sessione diretta da Crespo giovedì scorso sarebbe durata meno di un’ora. Un programma “breve” che la società ha tradotto come scarso feeling con la rosa e mancanza di dedizione, portando a una separazione immediata che sa tanto di condanna per l’eccessiva fiducia nel relax.


