Orami è chiaro che quando si parla di Milan, Cassano vede rosso. Leao è stato l’oggetto di un dibattito pubblico nel quale il barese ha dato il meglio di sé.
Rafael Leao resta uno dei talenti più affascinanti – e controversi – dell’intero panorama europeo. Il Milan continua a credere in lui come faro tecnico, ma la sua stagione attuale, pur caratterizzata da lampi di qualità assoluta, ripropone un tema ricorrente: la continuità. Il portoghese alterna scatti irresistibili e progressioni che spaccano le partite a momenti di apparente assenza dal gioco, un dualismo che ha segnato gran parte del suo percorso rossonero e che continua ad alimentare dibattiti accesi attorno alla sua figura.
L’ambiente milanista, rinvigorito dai risultati e dall’identità ritrovata sotto Massimiliano Allegri, vive nel paradosso di aver bisogno del miglior Leao mentre allo stesso tempo lo vede ancora oscillare tra genio e intermittenza. Le statistiche stagionali mostrano un rendimento buono ma non travolgente, soprattutto se rapportato al ruolo centrale che l’allenatore gli ha cucito addosso. Il Milan produce, corre, costruisce, ma la sensazione è che per compiere l’ultimo salto serva un Leao più feroce, più costante e più presente sotto porta.
Non è un mistero che il portoghese, in questo scenario, divida. Tra chi lo considera un patrimonio tecnico da difendere e valorizzare e chi vede in lui un talento incompiuto, ancora lontano dal diventare un fuoriclasse totale. In questo secondo gruppo c’è da tempo anche Antonio Cassano, che negli anni è diventato uno dei critici più feroci sia di Leao sia di Allegri, spesso accusati dall’ex numero 10 di non possedere tutte le qualità di cui tutti parlano. Le parole di Cassano negli ultimi mesi hanno già contribuito ad alimentare tensioni mediatiche, e nelle ultime ore si è aggiunto un nuovo capitolo a un confronto che sembra non conoscere tregua.
Leao, Cassano ne ha fatto un bersaglio: “8 milioni per 3 gol”
Tutto nasce durante la prima tappa di Viva el Fútbol Tour, a Napoli, dove Cassano è tornato a puntare il dito contro il portoghese in presenza dell’ospite d’onore Lorenzo Insigne. Dal pubblico, un commento al vetriolo: “Leao è la ua***ra di Insigne”. Cassano ha replicato con un secco: “Bravo”, schierandosi apertamente con la voce arrivata dalla platea. Non contento, l’ex fantasista ha poi aggiunto: “Leao gli pulisce i piedi a Lorenzo. Perché a quel signore lì non si può dire niente. Ma se mi dite di Leao…” Una bordata diretta, l’ennesima, che ha poi lasciato spazio a un’altra stilettata quando Cassano ha parlato dei numeri del portoghese: “Ha il procuratore buono, Jorge Mendes, che gli fa prendere otto pappardelle. Poi fa tre goal a stagione”.

Leao, Cassano ne ha fatto un bersaglio: “8 milioni per 3 gol” – Topallenatori.it (screen Youtube)
Parole pesanti, che si inseriscono in un rapporto ormai palesemente deteriorato, fatto di repliche social, stoccate incrociate e una tensione che accompagna quasi ogni riferimento mediatico al numero 10 rossonero. Al di là del folclore, però, resta un punto centrale: Leao viene percepito – nel bene o nel male – come uno dei giocatori simbolo di questo Milan. Le critiche, quelle tecniche, raccontano un talento che deve ancora mettere in fila una stagione realmente dominante. Quelle mediatiche, invece, evidenziano quanto il suo profilo sia divisivo, capace di accendere discussioni e battaglie dialettiche come pochi altri giocatori in Serie A. Cassano, con il suo stile incendiario, ha riaperto un fronte che probabilmente non si chiuderà presto. Il campo, però, resta l’unico vero tribunale e per Leao sarà quello l’unico modo per rispondere davvero, con la continuità che tutti da anni gli chiedono.

Cassano-Leao, ci risiamo: succede tutto in pubblico - Topallenatori.it (screen Youtube)






