Calcio

Bufera Var, spariti immagini e audio di Bologna-Juve: bianconeri furiosi

Spalletti panchina JuventusTutta la Juve furiosa contro il VAR (Foto IG @radio1rai - topallenatori.it)

La Juventus vince, convince e fa discutere, ma dopo Bologna esplode una polemica che scuote tifosi e addetti ai lavori.

La vittoria contro il Bologna dovrebbe lasciare solo sorrisi e fiducia, infatti i bianconeri arrivavano da una partita solida, intensa, finalmente concreta. Però, come spesso accade negli ultimi anni, la gioia dura poco e lascia spazio a un malumore che cresce minuto dopo minuto. Qualcosa non quadra, le immagini non tornano, le spiegazioni convincono ancora meno e sui social inizia a serpeggiare una sensazione che i tifosi della Juventus conoscono fin troppo bene.

All’inizio è solo una vaga percezione, un fastidio difficile da definire. Poi emergono dettagli, mancano pezzi, soprattutto manca ciò che dovrebbe garantire trasparenza. Senza ombra di dubbio, quando le immagini e gli audio del VAR spariscono, il sospetto diventa quasi inevitabile. In rete si parla di scandalo, qualcuno arriva a evocare complotti, altri più semplicemente dicono di essere stanchi. Stanchi di un trattamento che, a loro avviso, penalizza la Juventus con una costanza inquietante.

Tifosi bianconeri sul piede di guerra: è bufera sul VAR

Il punto centrale della rabbia bianconera prende forma solo dopo, quando il confronto diventa inevitabile. Da appoggio a spinta, si passa dal Milan a Bologna-Juve, ed è lì che la polemica esplode davvero. L’appoggio delle mani di Loftus-Cheek viene messo sullo stesso piano della spinta evidente da dietro di Lucumì su David, proprio mentre l’attaccante sta per concludere a rete. Un paragone che per molti tifosi appare surreale, lontano anni luce dalla realtà del campo.

A rendere tutto ancora più difficile da digerire arrivano le parole di De Marco, che sembrano vivere su un’altra dimensione rispetto a chiunque abbia mai giocato a calcio. “La decisione di non concedere rigore è stata corretta perché l’intensità della spinta non è tale per la concessione del rigore. Non fa differenza che sia a una mano o due mani. Se c’è l’intensità si può dare anche se avviene con una mano”. Una spiegazione che, invece di chiarire, alimenta ulteriori dubbi.

Mc Kennie in Bologna Juve, il VAR fa infuriare i tifosi (Foto IG @radio1rai – topallenatori.it)

Il problema però non è solo la valutazione tecnica. Non si ascolta cosa dice il VAR, non vengono mostrati gli audio, niente. Tutto resta sospeso in un silenzio che pesa come un macigno. “Abbiamo ragione noi”, sembra il messaggio che passa, ed è proprio questo atteggiamento a esasperare la tifoseria juventina.

La frase che lascia ancora più esterrefatti arriva subito dopo ed è quella che apre uno scenario ancora più preoccupante. “La soglia dell’intensità dei falli quest’anno è stata alzata e queste non sono situazioni da punire”. Senza ombra di dubbio, qui si entra nel territorio della soggettività pura. Un regolamento che cambia interpretazione a seconda del momento, valutazioni opinabili che saranno inevitabilmente diverse da partita a partita, il tutto messo nero su bianco dal rappresentante di Rocchi, che questa volta però non ci mette la faccia.

E mentre si discute di intensità e soglie, dell’episodio che coinvolge Lucumì e la sua condotta violenta e fallosa su Conceicao non c’è traccia. Nessuna analisi, nessuna spiegazione. L’antisportivo del colombiano sparisce, bypassato, come se non fosse mai accaduto. Un velo omertoso sull’episodio e via, circolare, non c’è niente da vedere.

Niente audio dal VAR, niente approfondimenti, niente chiarezza. Questo è il sentimento della stragrande maggioranza dei tifosi bianconeri, che si dichiarano ormai stufi dei due pesi e due misure e di interpretazioni che di oggettivo hanno ben poco. La Juventus vince, sì, però la sensazione è che la battaglia più dura continui a giocarsi lontano dal campo, tra silenzi, spiegazioni fragili e una fiducia che, partita dopo partita, si sgretola sempre di più.

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