I giorni passano, ma Cristiano Ronaldo sembra sempre più in forma. In attesa di raggiungere i 1000 gol in carriera, il portoghese a infranto un nuovo record.
L’avventura di Cristiano Ronaldo in Arabia Saudita, iniziata nel dicembre 2022 con il trasferimento all’Al-Nassr, sembrava per molti l’anticamera di un finale di carriera dorato e tranquillo. È diventato, al contrario, uno dei capitoli più intensi della sua storia. In Arabia, CR7 ha superato quota 100 gol con il club, diventando il primo calciatore al mondo a segnare almeno 100 reti con quattro squadre diverse. Ha riscritto record, normalizzato prestazioni che per molti quarantenni sarebbero utopie, e portato la Saudi Pro League sotto una lente internazionale che prima non esisteva. Nel 2023-24 ha firmato 35 gol in campionato, stabilendo il record assoluto di marcature in una singola stagione nella lega saudita. Nel 2025 ha superato le 950 reti in carriera, marciando verso un obiettivo dichiarato più volte in privato e in pubblico: provare ad arrivare a quota 1000 gol complessivi, prima di salutare il calcio. È un traguardo che oggi sembra lontano solo in apparenza, perché con lui i numeri spesso smettono di appartenere alla logica e iniziano a dialogare con la leggenda.
In Arabia Ronaldo è diventato molto più di un giocatore. È stato amplificatore di marketing, attrattore di campioni, motore per la crescita economica e televisiva del campionato. Ogni partita è una vetrina globale, ogni gol un evento mediatico. Ma ridurre tutto al business sarebbe superficiale: il portoghese continua a segnare, correre, protestare, esultare come ai tempi del Real Madrid. La sua fame è intatta. Ogni rete è un tassello della collezione personale, un modo per sfidare il tempo che passa e la convinzione collettiva che un atleta debba rallentare con l’età. Lui no. Lui vuole chiudere la porta dopo averla sfondată ancora una volta. Non gioca per accompagnare gli applausi, gioca per riscrivere il finale della propria storia. E mentre gli anni avanzano, la domanda resta la stessa: fino a dove può arrivare, ancora?
Ronaldo si toglie uno sfizio: battuto il portiere robot guidato dall’IA
E proprio lo spirito competitivo che lo caratterizza ha trovato recentemente una nuova forma, quasi simbolica: Cristiano Ronaldo ha sfidato un portiere robot, progettato dall’ingegnere Mark Rober. Per la prima volta un campione di questo calibro si è misurato non con un avversario umano, ma con una macchina programmata per reagire più velocemente di qualsiasi portiere reale, analizzando traiettorie e velocità del pallone con sensori e algoritmi ad altissima precisione. La sfida si è trasformata presto in un laboratorio di tecnica e intelligenza: i primi tentativi di Ronaldo sono stati neutralizzati, il robot sembrava quasi invincibile. Forza, rincorsa, traiettorie tese: niente da fare. È servita pazienza, studio, aggiustamento millimetrico del piede. Poi è arrivato il momento che ha fatto il giro del mondo: pallone angolato, effetto calibrato, gol.

Ronaldo si toglie uno sfizio: battuto il portiere robot guidato dall’IA – Topallenatori.it (screen Youtube)
L’uomo ha battuto la macchina. Il video è diventato virale nel giro di poche ore, tra ironia, stupore e fascinazione. Non era solo un gioco, era un test tra istinto e calcolo, tra creatività umana e perfezione algoritmica. Se quel tiro fosse stato un rigore in Champions forse non avrebbe fatto notizia, ma contro un robot sì. Questo racconta la natura di Ronaldo, uno che vive di sfide, che non si accontenta di essere stato grande. Vuole esserlo ancora. Vuole dimostrare che nessuna tecnologia, nessun limite, può cancellare ciò che rende un calciatore unico. Certo, il dubbio su chi dei due sia il vero robot rimarrà per sempre.

Bomba Cristiano Ronaldo, altro record: è il primo a riuscirci - Topallenatori.it (screen Youtube)


