Il calcio italiano piange un bomber di ‘periferia’: se n’è andato Giorgio Pobega, soprannominato il Pobe d’oro
Il calcio italiano piange un bomber di ‘periferia’: il nome di Giorgio Pobega, ‘El Pobe de oro’, non è mai stato quello di chi ha calcato i palcoscenici del grande calcio, ma rimane indelebile nella memoria di chi ha vissuto il calcio dilettantistico. È morto all’età di 72 anni e con lui se ne va una figura autentica, genuina, che ha incarnato un modo di vivere il calcio lontano dalle luci della ribalta ma vicino alla gente.
Pobega era molto più di un attaccante: era una presenza in campo e fuori, un leone pronto ad affrontare qualsiasi difensore e, allo stesso tempo, un amico con cui condividere una battuta. La sua forza fisica, la tecnica e quella struttura da goleador lo resero un punto di riferimento in tutte le squadre dove ha giocato, dalla storica Fulgor alla Ponziana, dal Costalunga al Portuale, fino all’Edile Adriatica e al Cgs.
Non ha mai cercato il professionismo a tutti i costi. Anche quando sono arrivate proposte per provini con formazioni più ambiziose, Giorgio ha scelto di restare dove il suo cuore batteva più forte: Trieste. La città che lo ha visto crescere, condividere vittorie e sconfitte, tessere amicizie durature e costruire legami umani. Il suo lavoro quotidiano lo aveva portato nei porti della sua città, dove ha messo la stessa grinta e dedizione che metteva sui campi di calcio.
Addio a Giorgio Pobega: lascia quattro figli
Chi lo ha conosciuto ricorda il suo carattere vivace, il sorriso facile e l’ironia pronta, ma anche la grande passione per il gioco. Quel calcio fatto di campi polverosi, tifosi di quartiere e maglie sudate sotto il sole di molti pomeriggi. Ma non è stata solo la sua carriera sportiva a segnarlo: un ictus una decina di anni fa ha cambiato profondamente la sua vita. Nonostante le difficoltà e le cure, il ‘Pobe de oro’, come era chiamato adattando il soprannome di Maradona al suo cognome, non si è mai arreso e ha affrontato tutto con la stessa combattività che aveva mostrato sui campi di gioco.

Il calcio triestino piange Giorgio Pobega (Facebook) – TopAllenatori.it
E allora oggi Trieste piange, non solo un ex calciatore, ma una presenza, un volto noto negli spogliatoi e lungo le strade della città. Lo ricordano i figli, Lara, Andrea, Massimiliano e Giorgia, e i quattro nipoti, così come chiunque abbia condiviso con lui un pallone, una risata o una birra dopo partita.
Forse il calcio che ha amato Pobega non è quello degli stadi pieni e delle telecamere puntate, ma è il calcio di chi lo gioca davvero, di chi lo sente dentro, ogni domenica, dall’oratorio al campo locale. E in questo senso, ‘El Pobe de oro‘ non se n’è andato davvero: continua a vivere in ogni racconto, in ogni ricordo di chi l’ha visto correre, lottare, ridere.


