Inter-Juventus è ormai imminente, e sembra fare già discutere tantissimo: protagonista, nemmeno a dirlo, Kenan Yildiz.
Inter-Juventus, il derby d’Italia. Sabato 14 febbraio 2026 alle 20.45 va in scena una delle partite più attese della stagione, un match storico e simbolico per la Serie A e più in generale il calcio italiano e internazionale.
Già, perché la sfida tra nerazzurri e bianconeri racconta diversi libri di una storia mai totalmente conclusa, e un nuovo capitolo potrebbe essere aperto a San Valentino.
I padroni di casa sono la capolista del campionato attuale, e vogliono archiviare il prima possibile – con il benestare di Milan e Napoli – i discorsi per la conquista dello scudetto; la Vecchia Signora, invece, si augura di non perdere altri punti in chiave qualificazione alla prossima Champions League, anche perché la Roma potrebbe approfittare di eventuali inciampi.
Tra tensioni e preoccupazioni, c’è veramente tanto in ballo fra Inter e Juventus, con Kenan Yildiz che può essere grande protagonista dal primo minuto o a partita in corso.
Inter-Juventus, il match dell’anno: Yildiz atteso protagonista
Giuseppe Bergomi, alla Gazzetta dello Sport, ha parlato di Inter-Juventus. Come ampiamente prevedibile, peraltro, visto e considerando che si tratta di un elemento importante della storia dei nerazzurri, e ha giocato tantissimi derby d’Italia in passato. A suo parere, un giocatore come Yildiz – ma anche Conceicao – all’Inter non potrebbe giocare fornendo le prestazioni che fornisce a Torino.

Yildiz funziona alla Juventus anche per una questione di sistema (www.topallenatori.it – X Goals Side)
Il motivo è semplice, e va decisamente al di là del valore stesso del calciatore (che è straordinario): “Il sistema dell’Inter non concepisce esterni così, gli Yildiz e i Conceicao hanno senso quando devi saltare l’uomo e allargare le difese. Per i nerazzurri i giocatori da uno contro uno potrebbero essere una soluzione solo a partita in corso, perché la rosa è costruita diversamente e deve avere due punte di partenza”.
Il parere di Bergomi quindi fa riferimento al diverso modo di pensare calcio, che divide Inter e Juventus e soprattutto Cristian Chivu e Luciano Spalletti. Se il tecnico rumeno predilige un sistema a due attaccanti, Spalletti ritiene che l’arma vicente sia quella di sfruttare le qualità di un solo attaccante, che fa salire la squadra e porta con sé più di un giocatore avversario permettendo agli esterni offensivi di incidere e fare male alle difese contro le quali si trovano ad avere a che fare. Due stili di gioco differenti che nelle prossime ore si affronteranno. Con quale esito, solo il campo potrà dircelo.


