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Sinner, l’infortunio è pesante: colpa anche di Alcaraz

Sinner pronto per Doha Jannik Sinner a Torino per le visite al JMedical (Foto IG @janniksin - topallenatori.it)

Attorno a Jannik Sinner cresce una preoccupazione silenziosa e l’ombra di un infortunio più serio del previsto alimenta dubbi e riflessioni.

C’è qualcosa che, negli ultimi giorni, ha iniziato a far rumore attorno al mondo di Jannik Sinner, anche se a prima vista tutto sembrava scorrere nella normalità. Nessun annuncio ufficiale, nessun comunicato allarmante, però una sensazione diffusa, difficile da spiegare, ha cominciato a serpeggiare tra addetti ai lavori e tifosi. La settimana appena lasciata alle spalle è stata emblematica sotto questo punto di vista.

Sinner è stato visto al JMedical per alcune visite di controllo, passaggi di routine verrebbe da dire, ma che in questo momento assumono un peso specifico diverso. Subito dopo, però, spazio anche a qualche momento di normalità, tra una passeggiata torinese e una cena al Nomad di corso Moncalieri, locale ormai noto anche ai tifosi per essere diventato una sorta di rifugio sabaudo per il numero uno azzurro. Un equilibrio tra attenzione al fisico e necessità di staccare la spina, prima della partenza ormai imminente per Doha.

L’infortunio è grave: l’atleta ha esagerato

Il torneo qatariota rappresenta il rientro in campo. Dopo la sconfitta in semifinale agli Australian Open, una battuta d’arresto pesante non tanto per il risultato in sé. L’intensità mentale e fisica che quel match ha richiesto. Ed è proprio qui che nasce il sospetto, il filo sottile che collega Sinner a un discorso più ampio, che riguarda l’intera nuova generazione del tennis mondiale. Perché la rincorsa costante all’eccellenza, quella che porta a spingere sempre oltre il limite, non presenta il conto solo a chi è in cima.

Jack Draper. Il tennista britannico, uno dei più talentuosi della sua leva, ha raccontato senza filtri quanto sia stato alto il prezzo pagato nel tentativo di avvicinarsi proprio a Sinner e Carlos Alcaraz. In un’intervista alla Press Association, Draper ha spiegato che l’infortunio al braccio sinistro, quello che lo ha costretto a uno stop lungo e doloroso nella seconda parte della scorsa stagione, nasce da lì. Dalla voglia di reggere il ritmo, di colpire sempre più forte, di cercare punti rapidi come fanno i due dominatori del circuito.

Sinner e Alcaraz

Sinner e Alcaraz ancora inarrivabili per tutti (Foto IG @janniksin – topallenatori.it)

Le sue parole sono state chiare e, per certi versi, illuminanti. Draper ha ammesso che il suo obiettivo era avvicinarsi a quel livello, ma che probabilmente è stato proprio questo a portare il corpo a cedere. Spingere troppo, cercare il colpo definitivo, forzare i tempi per giocare “nel modo giusto” ha trasformato quella tensione in stress fisico. Un campanello d’allarme che riguarda tutti, anche chi come Sinner sembra avere una struttura mentale e atletica fuori dal comune.

E qui entra in gioco anche Alcaraz, perché la rivalità tra i due non è solo tecnica o mediatica, ma è una continua sfida di intensità. Ogni match, ogni allenamento, ogni preparazione calibrata su standard altissimi. Questo eleva il livello dello spettacolo, però aumenta anche il rischio che qualcosa, prima o poi, presenti il conto. L’infortunio di Draper , dunque, imputabile anche se in maniera indiretta a Sinner e Alcaraz.

Doha, dunque, sarà un banco di prova importante, non solo per il risultato, non solo per Jannik Sinner ed Alcaraz ma anche per gli inseguitori, per quelli che ogni giorno si sforzano per avvicinarsi ai due campioni.

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