La scia dopo l’eliminazione dell’Italia sarà ancora lunga, ma nelle ultime ore è successo di tutto. La rivelazione ha del clamoroso.
Il calcio italiano è sprofondato in un abisso dal quale, questa volta, sembra impossibile riemergere con le vecchie ricette. La sconfitta ai rigori contro la Bosnia, che sancisce la terza clamorosa assenza consecutiva dai Mondiali, non è solo un fallimento sportivo, ma l’eclissi totale di un intero movimento. Le dimissioni in blocco di Gennaro Gattuso, Gianluigi Buffon e del presidente federale Gabriele Gravina segnano la resa incondizionata di una governance che ha fallito su ogni fronte. Il sistema è ferito a morte, svuotato di credibilità e identità, ma ciò che rende il quadro ancora più desolante sono le indiscrezioni emerse nelle ultime ore.
Oltre il trauma tecnico e l’incapacità di gestire la pressione di un playoff, sembra che il malumore che serpeggiava nello spogliatoio di Coverciano avesse radici ben più materiali. Mentre un intero Paese tratteneva il respiro sperando nel pass per il 2026, una parte del gruppo azzurro era apparentemente distratta da una questione di zeri sul conto corrente, trasformando una missione patriottica in una trattativa sindacale fuori tempo massimo.
Richiesta di premi prima dei play-off, l’Italia finisce nella bufera
Secondo quanto ricostruito da La Repubblica, il clima alla vigilia della trasferta bosniaca era tutt’altro che sereno, e non solo per motivi tattici. All’interno dello spogliatoio si sarebbe infatti consumato un braccio di ferro riguardo a un premio qualificazione di circa 300.000 euro complessivi, da dividere tra i 28 convocati. Una cifra che si traduce in poco più di 10.000 euro a testa, un dettaglio che stride violentemente con l’importanza del momento storico. È stato necessario l’intervento energico di Gattuso per sedare la rivolta e convincere i calciatori a non rivolgersi ufficialmente alla FIGC; il tecnico, con la sua consueta schiettezza, ha spronato il gruppo a pensare prima al campo, definendo la richiesta inopportuna e fuori luogo.

Richiesta di premi prima dei play-off, l’Italia finisce nella bufera – topallenatori.it (foto: profilo X Italia)
Lo strascico di questa tensione è esploso al triplice fischio. Mentre il solo Leonardo Spinazzola – visibilmente distrutto e in lacrime per quella che, a 33 anni, era la sua ultima chance mondiale – ha avuto il coraggio di presentarsi ai microfoni della Rai, il resto della squadra ha scelto la via del silenzio. Particolarmente criticata è stata la latitanza di capitan Gigio Donnarumma. Il portiere del Manchester City, furioso per l’episodio del “foglietto dei rigori” sottratto dal collega bosniaco, ha preferito affidare il suo sfogo ai social piuttosto che metterci la faccia davanti alle telecamere. Nemmeno l’ultimo disperato tentativo dei senatori, che hanno chiesto a Gattuso di restare, ha sortito effetto: “Ringhio” ha mantenuto la parola data, seguendo Gravina e Buffon nel baratro delle dimissioni.

Nazionale sotto scacco, tutto prima dell’eliminazione: “Richiesti 300.000 euro” - topallenatori.it (foto: Youtube Rai)

