Un infarto ha portato via il tecnico molto apprezzato: il mondo del calcio italiano in lutto dopo la tragica notizia
Il mondo del calcio è in lutto per la prematura scomparsa di Alfredo (Dino) Della Calce. Il tecnico, 58 anni, ha perso la vita a causa di un infarto che lo ha colpito improvvisamente. Nonostante i tentativi di soccorso, ogni intervento si è rivelato inutile.
La notizia ha sconvolto tutti coloro che lo conoscevano, soprattutto nella comunità calcistica locale, dove Della Calce era molto stimato per la sua dedizione e passione. Il tecnico era da anni una figura di riferimento nel calcio giovanile salernitano. La sua carriera, nonostante il tragico epilogo, è stata caratterizzata dall’amore per lo sport e dall’impegno verso i giovani. Nell’ultimo periodo, ricopriva il ruolo di allenatore della formazione Under 15 femminile della Salernitana, ma il suo impegno non si era mai limitato a una singola categoria.
Tra il 2017 e il 2022, Della Calce aveva anche allenato diverse formazioni maschili, dagli Esordienti all’Under 17. Un percorso che lo ha visto crescere insieme ai ragazzi, insegnando non solo il gioco, ma anche valori che vanno oltre il calcio. Era noto per il suo approccio serio e appassionato, sempre attento alla crescita umana dei suoi giocatori. Non solo un tecnico, ma anche un punto di riferimento per chi, come lui, vedeva nel calcio una passione che andava al di là dei semplici risultati.
Addio a Della Calce, il cordoglio della Salernitana
La notizia della morte di Della Calce ha colpito profondamente la Salernitana, che con un comunicato ufficiale ha espresso il proprio cordoglio. Il club granata ha ricordato il tecnico, definendolo “un uomo di calcio, un amico e un punto di riferimento per tanti ragazzi”. La famiglia Salernitana, dal presidente alla dirigenza, ha voluto rendere omaggio a un professionista che aveva dato tanto alla squadra e alla città.
In particolare, il legame di Della Calce con Angelo Fabiani, ex direttore sportivo della Salernitana, è stato uno dei punti salienti del suo percorso. I due erano amici di lunga data e la notizia della sua morte ha suscitato un’ondata di dolore anche tra i collaboratori più vicini a Fabiani, attualmente dirigente della Lazio.
Il suo nome rimarrà per sempre legato alla crescita di tanti giovani calciatori, ma anche a un modello di serietà e dedizione. Eppure, nonostante l’impronta che ha lasciato, il suo addio arriva troppo presto per essere accettato facilmente. Come spesso accade in questi casi, il calcio diventa un simbolo di come la vita, nonostante la sua bellezza, possa essere imprevedibile e crudele.



