Per l’Italia di Gattuso il momento è nerissimo e il rischio di uno scenario da incubo ora è più concreto che mai.
Ci sono momenti, nel percorso di una Nazionale, in cui l’aria diventa improvvisamente più pesante e anche il futuro, che di solito è solo una proiezione lontana, inizia a fare paura. Infatti, attorno all’Italia del calcio, quella che dovrebbe rappresentare orgoglio, tradizione e continuità, oggi si respira una sensazione diversa, quasi di smarrimento. Senza ombra di dubbio, peggio di così era difficile immaginarlo, soprattutto considerando le aspettative che avevano accompagnato l’avvento di Gennaro Gattuso sulla panchina azzurra. Però il campo, e ora anche il calendario, stanno raccontando una storia decisamente più complicata.
La Nazionale non scende in campo da settimane, eppure il clima resta tesissimo. Le prestazioni recenti non hanno convinto, i risultati sono stati altalenanti e l’entusiasmo dei tifosi è sceso ai minimi storici. Il commissario tecnico continua a difendere il gruppo e il lavoro quotidiano, ma intanto le crepe sono evidenti e il rischio di un ridimensionamento clamoroso è dietro l’angolo. Tutto questo mentre si avvicina una data che potrebbe segnare in modo pesante il prossimo biennio del calcio italiano.
Niente da fare per la Nazionale di Gattuso
Giovedì 12 febbraio, infatti, non sarà un giorno qualsiasi. A Bruxelles andrà in scena il sorteggio della prossima UEFA Nations League 2026/27, un appuntamento che l’Italia si presenta ad affrontare da una posizione tutt’altro che favorevole. Gli Azzurri partiranno dalla seconda fascia, un dettaglio che però pesa come un macigno, perché apre le porte a incroci potenzialmente devastanti. E qui, senza giri di parole, arriva la parte più preoccupante della vicenda.
L’Italia rischia seriamente di finire in un vero e proprio girone di ferro. All’orizzonte ci sono alcune delle corazzate del calcio europeo, quelle che partono sempre con i favori del pronostico e che negli ultimi anni hanno dimostrato una solidità che agli Azzurri è spesso mancata. Una tra Francia, Spagna o Germania potrebbe essere inserita nello stesso gruppo, a cui si aggiungerebbe poi una tra Belgio o Inghilterra. Come se non bastasse, anche la Turchia rappresenta un’insidia tutt’altro che banale, soprattutto per la presenza di giocatori come Yildiz e Calhanoglu, ormai leader tecnici e carismatici della selezione turca.

Nulla da fare per l’Italia di Gattuso: si mette male (Foto IG @tuttocalcio_off – topallenatori.it)
In questo scenario, le regole della Nations League non lasciano molto spazio agli errori. La quarta classificata del girone retrocede direttamente in Lega B, mentre la terza è costretta a passare attraverso uno spareggio, con tutto ciò che ne consegue in termini di pressione e incertezza. Insomma, non si tratta solo di prestigio o di ranking, ma di un vero e proprio bivio sportivo che potrebbe ridisegnare il ruolo dell’Italia nel panorama europeo.
Come se tutto questo non bastasse, Gattuso e i suoi devono anche guardare al prossimo impegno ufficiale. Il 26 marzo, a Bergamo, l’Italia tornerà in campo per la semifinale dei play-off mondiali contro l’Irlanda del Nord. Una partita che vale tantissimo e che arriva in un momento delicatissimo, con una squadra che fatica a trovare certezze e una tifoseria sempre più inquieta. Vincere è obbligatorio, però non sempre l’obbligo porta serenità, anzi spesso aumenta la tensione.
Gattuso prova a tenere il gruppo compatto, a trasmettere grinta e spirito di sacrificio, ma il contesto non aiuta. Le critiche aumentano, le domande sul futuro si moltiplicano e la sensazione è che questa Nazionale stia camminando su un filo sottilissimo. Senza ombra di dubbio, il sorteggio di Bruxelles rappresenterà uno spartiacque. Da lì in poi, per l’Italia, non ci saranno più alibi: o arriva una svolta, oppure il rischio di scivolare sempre più in basso diventerà drammaticamente reale.



