Il Napoli si stringe al fianco della famiglia dell’ex azzurro morto dopo una lunga malattia: il messaggio di cordoglio del presidente De Laurentiis
La notizia è arrivata in silenzio, quasi di colpo. Nel giro di poche ore ha iniziato a girare tra gli addetti ai lavori, tra chi il Napoli lo segue da sempre e tra chi quel calcio lo ha vissuto davvero. È morto Pasquale Fiore, ex portiere azzurro. Un nome forse per i giovani tifosi dice poco, ma che rappresenta una fetta di storia del club azzurro.
Non era un nome da copertina, non certo uno dei campioni che riempiono le bacheche o i video celebrativi. Eppure nello spogliatoio del Napoli degli anni Settanta e dei primi anni Ottanta Fiore c’era sempre.
Nato nel 1953 ad Agnano, cresciuto calcisticamente proprio nel settore giovanile del Napoli, ha fatto tutta la trafila nelle squadre giovanili, quindi è approdato in prima squadra negli anni Settanta. Il suo nome è legato soprattutto a un ruolo preciso: lo storico secondo portiere alle spalle di Luciano Castellini, uno dei numeri uno più importanti nella storia del club partenopeo. Per sette stagioni, dal 1977 al 1984, è stato il dodicesimo del Napoli, collezionando poche presenze: appena sette, ma questo – come spesso capita – non gli ha impedito di essere un uomo spogliatoio. Con il Napoli ha avuto anche la gioia di vincere da giovane il Torneo di Viareggio nel 1975, una delle competizioni giovanili più prestigiose del calcio mondiale.
La carriera di Pasquale Fiore: anche Como e Udinese dopo il Napoli
Non solo Napoli nella sua carriera: ha vestito anche le maglie di Acireale, Paganese, Avellino, Como e Udinese, quindi l’addio precoce ai campi di calcio: a soli 33 anni dovette fermarsi a causa della rottura del tendine d’Achille. Non ha perso abbandonato il calcio: allenatore, preparatore dei portieri, lavori nelle categorie minori, anche nel calcio femminile con il Venezia-Jesolo. Un protagonista di un calcio diverso da quello che conosciamo oggi.

Addio a Pasquale Fiore (Wikipedia) – TopAllenatori.it
La notizia della sua morte, arrivata dopo una lunga malattia, ha colpito l’intero mondo Napoli: il presidente Aurelio De Laurentiis e il club hanno ricordato Fiore con un post sui social. Parole semplici, come spesso succede quando se ne va qualcuno che ha fatto parte della storia della squadra, anche senza essere stato un protagonista assoluto. Perché il calcio non è soltanto dei campioni, dei bomber, dei fuoriclasse. È anche di chi passa la carriera in panchina, aspettando il proprio turno, rivelandosi forse più importante delle star per fare gruppo e unire lo spogliatoio. Personaggi come Pasquale Fiore: un pezzo di calcio di un’altra epoca che se ne va in silenzio. Proprio come aveva vissuto lui.



