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Disastro Juventus, nuova rivoluzione: hanno fatto il nome di Agnelli

agnelliDisastro Juventus, nuova rivoluzione: hanno fatto il nome di Agnelli (Foto IG @calciatoribrutti) - Topallenatori.it

Alcune tensioni scuotono l’ambiente della Juventus: il nome dell’ex presidente Andrea Agnelli è nuovamente emerso 

L’ex presidente della Juventus Andrea Agnelli è tornato al centro dell’attenzione mediatica, nonostante il suo nome sia ormai lontano dalla gestione attuale del club bianconero. Nelle ultime ore, infatti, si è sviluppata una vera e propria bufera attorno alla Juventus e, inevitabilmente, il nome di Agnelli è tornato a circolare con insistenza.

Bufera in casa Juventus: emerge di nuovo il nome di Agnelli

A riportarlo al centro della scena è stato Marco Tardelli, ex centrocampista bianconero, intervenuto ai microfoni di Sportmediaset per analizzare le problematiche della Juventus attuale e il lavoro della nuova dirigenza. Nonostante i risultati comunque positivi ottenuti dalla squadra guidata da Luciano Spalletti, all’interno dell’ambiente juventino permane un certo scetticismo, soprattutto tra i tifosi.

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Bufera in casa Juventus: emerge di nuovo il nome di Agnelli (Foto IG @tuttosport) – Topallenatori.it

“Io non ho mai avuto un grande rapporto con Andrea Agnelli, ma lo rimpiango, perché era sul campo, amava la Juventus, magari sbagliava e aveva atteggiamenti strani, ma era sempre lì, era qualcuno con cui poter parlare che ora non esiste. Anche perché non c’è più un italiano, oramai sono entrati i francesi e nonostante abbiano fatto disastri continuano ad esserci loro“, ha dichiarato Tardelli.

Secondo Tardelli, uno dei principali limiti dell’attuale dirigenza sarebbe l’assenza di una vera figura di riferimento, qualcuno che incarni e rappresenti l’identità juventina. Una mancanza che, a suo avviso, pesa. Ed è proprio in questo contesto che emerge il paragone con Andrea Agnelli.

L’ex presidente ha lasciato la guida della Juventus nel 2023, ma resta una figura ancora molto presente nell’immaginario dei tifosi. Agnelli, sottolinea Tardelli, amava profondamente la Juventus ed era un punto di riferimento con cui confrontarsi, dialogare e anche scontrarsi, cosa che oggi sembra mancare. A differenza del passato, l’attuale dirigenza appare più distante dall’ambiente e meno radicata nel contesto italiano.

In estate, infatti, è subentrato Damien Comolli, proveniente dal Tolosa, una figura che sta ricevendo diverse critiche. Le perplessità riguardano soprattutto il suo approccio gestionale, basato sull’utilizzo degli algoritmi, ma anche la mancanza di un contatto diretto con il mondo juventino. A questo si aggiunge un elemento non secondario: la barriera linguistica. La Juventus è una società italiana e molti tifosi vorrebbero essere rappresentati da dirigenti in grado di comunicare e interagire nella loro stessa lingua.

Tardelli insiste proprio su questi aspetti, richiamando la figura di Agnelli. Pur non avendo mai avuto un grande rapporto personale con l’ex presidente, come lui stesso ha ammesso, riconosce che una figura come la sua, con tutti i difetti del caso, oggi viene rimpianta. Un segnale chiaro di come la Juventus stia ancora cercando una leadership forte e riconoscibile all’interno del suo organigramma dirigenziale.

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