Calcio

De Paola a TA: “Mateta, il Malen di Spalletti. Allegri? Alcuni allenatori praticano un calcio preistorico

Jean-Philippe MatetaDe Paola: "Mateta, il Malen di Spalletti. Lucca? Uno dei pochi che Conte non ha plasmato" (foto x.com) - topallenatori.it

De Paola: “Mateta-Yildiz come Malen-Dybala e può cambiare l’inerzia della fase offensiva della Juve. Inter? Basta affidarsi a Chivu”

Con Paolo De Paola, ex direttore di Tuttosport e Corriere dello Sport, per discutere del mercato delle big del nostro campionato quando siamo entrati nella fase caldissima delle trattative.

De Paola, partiamo dalla Juventus. Comolli risolve tutti i problemi con Mateta?

“Mateta può essere quello che è stato Malen per la Roma. La differenza la vedi subito. Quando un calciatore crea un binomio come quello Malen-Dybala allora si può creare uno con Yildiz e Mateta che può cambiare l’inerzia della fase offensiva della Juve. La Juve non sta giocando male. Quando parlo con alcuni juventini, non sempre capiscono la differenza tra questa Juve e quella che abbiamo visto in precedenza. La posizione degli esterni, il modo di stare in campo e tanti altri aspetti rappresentano una rivoluzione rispetto al modo di stare in campo di Allegri, Motta e Tudor”.

Possiamo dire che il Napoli è ‘ostaggio’ di Lucca e della sua (non) scelta di andare in Premier?

“Un po’ sì. Lucca è uno dei pochi giocatori che Conte non è riuscito a plasmare. Ho visto una trasformazione immensa in Hojlund, mi sembra un Lukaku 2.0. Ha avuto un miglioramento fisico e di potenza che ho visto in pochi giocatori. Lucca non conserva il pallone, non fa da boa, si arrovella in dribbling che non hanno costrutto. Un po’ meno fallimentare Lang, ma rappresentano cosa non va in questa stagione azzurra”.

Allegri e lo scontro tra filosofie

Fullkrug ha risolto la gara con il Lecce: Tare ha tirato fuori il coniglio dal cilindro al Milan?

“Buona domanda. Per un vecchio modo di concepire il calcio, quello posizionale, lasciando a loro l’iniziativa di risolvere le partite. La fotografia è il Milan con il Como, con le giocate di Saelemaekers, Leao e Rabiot. C’è un arroccamento di chi dice: il calcio lo fanno i calciatori. In un’epoca di calcio bloccato, dell’uomo contro uomo, di pressione alta perché non affidarsi a gente come Spalletti e Gasperini che parlano di conquista di spazi e non dello schierare solo il miglior uomo possibile”.

Massimiliano Allegri

Allegri e lo scontro tra filosofie (foto x.com) – topallenatori.it

“C’è uno scontro epocale tra la massima filosofia del calcio all’italiana che è Allegri e quello alla Spalletti, alla Fabregas, alla Gasperini che non si poggiano certo solo sul tiki taka, anzi. Non è più bello vedere un calcio che crea le soluzioni? Il calcio ha avuto delle evoluzioni incredibili: dalla partenza dal basso, a squadre fotocopia che si pressano allo stesso modo. Ci sono allenatori che praticano un calcio che appartiene alla preistoria con l’affidarsi ai calciatori ed altri che cercano sempre nuove soluzioni”.

Per chiudere: cosa serve all’Inter?

Credere in Chivu e nulla sul mercato. Ci deve credere pazzescamente, senza andare sul mercato. Al massimo, un’alternativa a Dumfries. Anche perché Luis Henrique è un buon calciatore, ma troppo timido”.

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