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De Laurentiis è una furia, il Napoli ha bruciato 150 milioni: paga Conte

De LaurentiisDe Laurentiis è una furia, il Napoli ha bruciato 150 milioni: paga Conte - topallenatori.it (foto: cnala Youtube Rai)

Sfortuna e tensioni hanno avvolto Castel Volturno come una nube nera. Il presidente De Laurentiis è una furia: sono andati in fumo 150 milioni.

Il cielo sopra Castel Volturno si è fatto improvvisamente plumbeo, e non per le perturbazioni di fine gennaio. Quello che fino a pochi mesi fa era il giardino dell’Eden del calcio italiano, con il quarto scudetto ancora fresco di cucitura sulle maglie azzurre, si è trasformato in una polveriera. L’ultimo mese del Napoli di Antonio Conte è stato un calvario sportivo che ha sgretolato certezze e sogni di gloria. Il punto di rottura più doloroso è arrivato nell’ultimo turno di Serie A: il pesante ko contro gli eterni rivali della Juventus non è stata solo una sconfitta, ma una lezione di pragmatismo che ha lasciato ferite profonde nell’orgoglio della piazza. Un risultato che ha scavato un solco di nove punti dall’Inter capolista, relegando i campioni in carica a un quarto posto che sa di ridimensionamento precoce.

A peggiorare un quadro già fosco è arrivata la mazzata continentale. L’eliminazione dalla Champions League, sancita dalla sconfitta interna per 2-3 contro il Chelsea, ha chiuso le porte dell’Europa che conta con un anticipo imbarazzante per un club con le ambizioni del Napoli. È pur vero che Conte ha dovuto fare i conti con un’infermeria che sembra un bollettino di guerra: il lungo stop di De Bruyne, la fragilità di Lukaku e i continui forfait di pedine chiave come Anguissa e Milinkovic-Savic hanno tolto soluzioni alla manovra. Eppure, la sensazione diffusa è che al di là degli infortuni, nel meccanismo perfetto costruito lo scorso anno si sia rotto qualcosa di più profondo. La squadra appare meno granitica, meno “cattiva” e, soprattutto, priva di quel piano B necessario quando le stelle sono costrette ai box.

La rivolta del “Maradona”, il mercato da 150 milioni non basta più: Conte a rischio

I tifosi, solitamente disposti a tutto per il loro condottiero leccese, iniziano a mostrare i primi segni di insofferenza. La parola che circola con più insistenza tra i gradoni del Maradona è “approssimazione”. Non si perdona a Conte una gestione della rosa ritenuta troppo rigida, incapace di valorizzare i nuovi innesti o di trovare soluzioni alternative all’emergenza. Il peso della critica schiaccia soprattutto la campagna acquisti: circa 150 milioni di euro investiti tra estate e gennaio, culminati con l’ultimo affare in ordine cronologico, l’acquisto di Giovane dall’Hellas Verona. Vedere un investimento così massiccio tradursi in un’uscita prematura dalla Champions e in un distacco siderale dalla vetta è un boccone troppo amaro da mandare giù.

La rivolta del “Maradona”, il mercato da 150 milioni non basta più: Conte a rischio – topallenatori.it (foto: Canale Youtube SSC Napoli)

C’è però una verità che spesso viene ignorata dall’impeto del tifo: vincere è difficile, ma ripetersi è quasi impossibile. La storia del calcio italiano è piena di “post-scudetti” traumatici, dove la pancia piena e la pressione di dover confermare la propria superiorità diventano zavorre insostenibili. Conte, maestro nel costruire macchine da guerra partendo dalle macerie, sta scoprendo quanto sia complesso mantenere la tensione alta in un ambiente che ha appena toccato il cielo con un dito. Se a questo si aggiunge la sfortuna cronica di aver perso contemporaneamente i due leader carismatici, Anguissa e De Bruyne, il quadro diventa oggettivamente complesso. Tuttavia, a Napoli il tempo è un lusso che nessuno può permettersi: o Conte riuscirà a dare una sterzata immediata, ritrovando compattezza e risultati, o l’etichetta di “gestione approssimativa” diventerà la condanna definitiva di una stagione nata sotto una stella e finita, troppo presto, nel fango delle polemiche.

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